The Five Faces: riportando tutto a casa

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Esce per la Detour Records “Yesterdays”, un’antologia rimasterizzata del materiale in lingua inglese della band

Dopo la reunion del 2014, la band sta vivendo una seconda giovinezza: due mini tour in Inghilterra, 4 album, un EP e svariati singoli, fino al recentissimo “Voglio andare a Genova”.

La nuova uscita “Yesterdays”, titolo quanto mai appropriato ed evocativo, porta a nuovo splendore sonoro le tracce dei due CD pubblicati dalla band genovese per la Paisley Archive / Detour con l’aggiunta di alcuni brani estratti dal vibrante DVD “Live in London”, da compilation internazionali, da demo e addirittura da un bootleg di una delle date del tour in UK del 2016… E anche queste sono soddisfazioni: quante band underground possono vantare atti di pirateria a loro danno? E infatti, anziché procedere per le vie legali, i nostri hanno optato per chiedere all’autore del misfatto di inviargli qualche copia del CD e aggiungere così un’altra storia da raccontare e un’altra fotografia ad un album dei ricordi la cui prima pagina risale al 1980, anno in cui Giorgio Lanteri, Gianni Berti, Gigi Barberis, Luca Caminati e Stefano Argenti formano il nucleo originario della band dopo qualche disordinata esperienza in gruppi punk.

La raccolta si concentra sul repertorio in lingua inglese, mettendo in fila una sequenza micidiale di originali e cover in cui la freschezza del mod incontra la foga iconoclasta del punk. Tra le curiosità, una versione demo irruenta e gravida di elettricità del brano-manifesto “Mods, we are mods” e un improbabile ma gustoso e tiratissimo medley live che mette insieme Neil Diamond, Lee Hazlewood e il surf rock dei Surfaris e si trasforma immediatamente in uno scatenato singalong ad alto tasso alcolico.

Questi ragazzi hanno sulle spalle quasi mezzo secolo di musica, ma se lo portano dannatamente bene e continuano a suonare come un gruppo di adolescenti in un garage, posseduti dal sacro fuoco dei decibel: con la stessa passione, con la stessa intensità e con la stessa voglia di alzare il volume degli amplificatori e rompere i coglioni a tutto il vicinato. Roba da “glory boys”…

L’intervista a Giorgio Lanteri su Musicalnews