Claudio Milano con il progetto Flipper – Folk Songs for the Judgement Day

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Ha dischiarato .. La mia musica (ultima deriva del consumismo, non è mai abbastanza, fino alla sua completa auto-distruzione) non è in alcuna misura rock .. Questa riflessione va intesa come il pamphlet dell’intero progetto che si può definire come la genesi e sviluppo di un’opera extra cognitiva (flusso di coscienza estraneo alla ripetizione), con alla base una sua riflessione di circa vent’anni fa come omaggio al centenario di Luciano Berio, in particolare ai suoi Folk Songs e alle Beatles Songs: esempi di attraversamento colto della musica popolare e pop. Immaginate la melodia di Edith Piaf che incontra Philip Glass o The Residents del 1979 (quelli dell’album Eskimo) che cercano di comprendere la musica ora nelle hit parade di tutto il mondo. Claudio Milano (coinvolto in Frattura/Comparsa/Dissolvenza, progetto con Alberto Nemo, Niccolò Clemente e Teo Ravelli .. ma anche soprattutto nell’album Decimo Cerchio con I Sincopatici che vi consigliamo se per voi la Divina Commedia è basilare per la vostra crescita culturale) è un libero pensatore che trova rigide le barriere in cui gli intellettuali sono rinchiusi!

Sottolinea il nostro fondatore Giancarlo Passarella .. Personaggio eclettico, Claudio Milano sui suoi canali sociale si definisce .. Singer, performer of extended vocals techniques, composer, actor, music therapist, stage designer .. ma credo che questo elenco possa continuare con l’inserimento di aggettivi come dissacrante, avanguardista, minimalista, derisorio, contemplativo .. La pallina del Flipper che è rimbalzata senza sosta tra il ricordo di ciò che ha studiato, cantato, appreso, “vissuto” a partire dal 1975 ha incontrato qualcosa che l’ha fermata in via definitiva: la paura (come concept deformante e collante unico) della mancanza di autocontrollo, ma anche la paura di non poter sfuggire a destini decisi da malattie divenute globali e guerre, violenza divenuta prassi.

Il 24 Ottobre 2025 (in occasione del centenario della nascita di Luciano Berio, nato ad Imperia) ha deciso che il progetto Flipper era concluso e destinato ad un ascolto formale, ma soprattutto emotivo, popolare, profondamente intimo a coniugare sorriso, isteria, dramma. L’aspetto filosofico di questo lavoro (penultimo e ventunesimo disco, prima di smettere con la pratica della pubblicazione) è la componente anacronistica in un Terzo Millennio vittima dell’isteria della musica liquida e dello streaming compulsivo: brani di mezz’ora, una densità verbale e musicale esasperata, un accumulo di citazioni e detriti sonori per un disco che oggi non dovrebbe esistere. Tra le sue tante peculiarità la registrazione sulle voci di altrettante “voci strumentali”, per sistema misto (tonale, atonale, relativo a lemmi precedenti l’invenzione della scrittura neumatica e da parti del globo opposte). E’ stata prevista incisione in tempo reale, networking, lettura da partitura, re-invenzione della stessa, improvvisazione, impiego dello studio d’incisione come strumento musicale binaurale.