Jovanotti è Commendatore della Repubblica

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Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è da Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’onorificenza gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e annunciata dallo stesso artista con un video pubblicato sui social, dove appare elegante in cravatta e doppiopetto, spilla al petto e sorriso emozionato.

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“Ho ricevuto dal Quirinale un’onorificenza: da oggi sono Commendatore della Repubblica. Ho anche la spilla”, racconta Jovanotti ai suoi fan. Un riconoscimento che il cantautore ha voluto subito condividere con il suo pubblico, sottolineando come il merito sia legato al suo lavoro artistico: “È un onore che riguarda tutti voi, perché io sono ‘in arte Jovanotti’ grazie a chi rende possibile questa arte”. Nel suo messaggio, l’artista non dimentica le proprie radici e la famiglia: “Penso ai miei genitori, sarebbero molto orgogliosi di questo ragazzino che scappava per fare il dj”. E, fedele al suo stile, stempera l’importanza del titolo con ironia: “State pensando ‘ue’ cummenda’, ma tranquilli, io sono sempre quello lì”. Non mancano i ringraziamenti istituzionali. Jovanotti dedica parole di stima al Capo dello Stato: “Grazie al presidente Mattarella, perché è un grande presidente a prescindere. Non perché mi ha fatto commendatore, anzi, questo potrebbe essere un passo falso”, scherza. L’onorificenza è dedicata anche alla sua famiglia: “Alle mie ragazze, che sono al settimo cielo, molto orgogliose del loro babbo e marito”. Il riconoscimento a Jovanotti si inserisce in un più ampio quadro di onorificenze conferite dal Presidente Mattarella a personalità distintesi per l’impegno civile, sociale e culturale. Un segnale forte del valore che l’arte e la musica possono avere come strumenti di condivisione, inclusione e testimonianza dei valori repubblicani. Per Jovanotti, dopo una carriera lunga e trasversale, capace di parlare a generazioni diverse, il titolo di Commendatore rappresenta non un punto di arrivo, ma un ulteriore capitolo di un percorso artistico vissuto – come lui stesso ama ripetere – sempre “con i piedi per terra”.