Il Festival di Sanremo arriva al Quirinale e, prima ancora di accendere le luci dell’Ariston, incassa un riconoscimento simbolico che va oltre la musica. Per la prima volta nella sua lunga storia, i protagonisti della kermesse saranno ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Venerdì 13 febbraio Carlo Conti, Laura Pausini e i Big in gara varcheranno le porte del Colle per un incontro che ha il sapore dell’augurio istituzionale ma anche della consacrazione culturale di un evento che, nel bene e nel male, continua a raccontare il Paese. Un gesto che si inserisce nella linea di attenzione che Mattarella ha spesso riservato alla musica come industria culturale e patrimonio collettivo, già testimoniata dalla sua presenza all’Ariston nel 2023 e dai frequenti riferimenti al valore sociale e civile delle canzoni popolari. Al Quirinale è attesa anche la presenza dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, a sottolineare il ruolo centrale del servizio pubblico in questa edizione numero 76.

Da qui in poi, Sanremo 2026 si conferma sempre più un Festival “made in Rai”, quasi un marchio di fabbrica rivendicato dopo la gara vinta per l’assegnazione dei diritti. Un po’ per scelta, un po’ per coincidenze di palinsesto, sul palco dell’Ariston sfileranno volti, voci e storie che orbitano stabilmente nell’universo del servizio pubblico. A partire dalla prima serata, che vedrà Carlo Conti affiancato da Laura Pausini e da Can Yaman. L’attore turco, amatissimo dal pubblico italiano, è il protagonista del remake di Sandokan, uno dei progetti di punta della fiction Rai, reduce da ascolti importanti e in attesa di una seconda stagione. La sua presenza ha già acceso la curiosità social e conferma la strategia di intrecciare racconto musicale e promozione dei grandi titoli di rete. Nella serata delle cover toccherà a Francesca Fagnani, volto simbolo di Belve, affiancare Fulminacci in una rilettura di Parole parole di Mina, mettendosi in gioco anche sul piano vocale. Sempre nei duetti, che dovrebbero essere presentati anche da Lillo Petrolo, comparirà Belen Rodriguez, oggi alla guida di Radio2 Matti da legare, accanto a Samurai Jay e Roy Paci sulle note di Baila Morena di Zucchero. Tra i Big figurano poi Levante e Leo Gassmann, entrambi legati alla recente miniserie Rai L’invisibile sulla cattura di Matteo Messina Denaro. Gassmann porta con sé anche un’eredità familiare che il pubblico televisivo conosce bene: è figlio di Alessandro Gassmann, protagonista di Un professore, una delle fiction più apprezzate delle ultime stagioni.

Non è la prima volta che il “fattore Rai” si prende la scena all’Ariston. L’anno scorso fu il turno del cast di Mare Fuori e dell’ospitata di Roberto Benigni, che annunciò il ritorno su Rai1 con Il sogno dedicato all’Unione europea. Sempre in chiave promozionale salì sul palco anche il cast di Follemente di Paolo Genovese, con Rai Cinema tra i produttori, e un Claudio Santamaria incontenibile che quest’anno tornerà a Sanremo per duettare con Malika Ayane in un classico di Mina. Carlo Conti, intanto, promette sorprese ogni sera. La comicità non mancherà, anche se il direttore artistico ha escluso la presenza di Pieraccioni e Panariello, lasciando spazio a giochi a distanza e messaggi ironici. Restano aperte le ipotesi su altri co-conduttori e ospiti, molti dei quali potrebbero essere annunciati direttamente durante il Festival. In lizza ci sono nomi forti della fiction Rai come Lino Guanciale, Luisa Ranieri e Raoul Bova, oltre a una possibile incursione sportiva, nel solco della tradizione, magari con uno dei protagonisti di Milano Cortina. Sanremo, ancora una volta, si prepara a essere molto più di una gara canora: uno specchio del sistema Rai e, nel suo abbraccio con il Quirinale, anche un racconto condiviso dell’identità culturale italiana.