
Recensire un artista come Tutti Fenomeni (al secolo Giorgio Quarzo Guarascio) è sempre un esercizio di equilibrismo tra l’alto e il basso, il colto e il demenziale. Con “Lunedì”, il Nostro sembra aver deciso di abbandonare le ramificazioni dell’indie-pop post-trap per vestire i panni di un cantautore d’altri tempi, ma con il filtro di chi ha passato troppo tempo su internet seguendo la rotta di chi come I Cani lo hanno già fatto. Se il precedente album era un’esplosione di eclettismo prodotta da Niccolò Contessa (I Cani), “Lunedì” rallenta il battito cardiaco. È un disco che suona “vecchio” nel senso più nobile del termine: archi, pianoforti, citazioni letterarie e una voce che si fa più ferma, quasi solenne. La cosa più importante è la scrittura perché Giorgio si conferma un paroliere unico. Riesce a far convivere riferimenti alla filosofia greca, alla storia romana e al trash televisivo senza sembrare (troppo) arrogante. È il re del “non-sense che in realtà ha perfettamente senso”. Un talento che forse potrebbe spingere un pò di più da un punto di vista degli arrangiamenti.
La tracklist
- La ragazza di Vittorio
- Col tuo nome
- Mao
- Morire vista mare
- Piazzale degli eroi
- La felicità del cane
- Vanagloria
- Formentera
- 29 Febbraio
- Love in not enough