Tiromancino: fuori Quando meno me lo aspetto

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I Tiromancino pubblicano oggi il nuovo album “Quando meno me lo aspetto” (EMI Records Italy/Universal Music Italia), segnando il ritorno discografico della band con il quattordicesimo lavoro in studio. Un disco che nasce in modo quasi inatteso, come suggerisce il titolo, e che si presenta come uno dei capitoli più intimi e liberi del percorso artistico guidato da Federico Zampaglione.

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Ad anticipare l’uscita è stato il singolo “Gennaio 2016”, una ballata intensa e profondamente cantautorale che ha trovato subito un forte riscontro da parte di pubblico e critica, conquistando un posto di rilievo tra i brani più trasmessi in radio. A fine gennaio è arrivato poi “Sto da Dio”, pubblicato in digitale il 30 gennaio, un omaggio esplicito al blues e a un’idea di libertà personale e creativa che attraversa tutto l’album. “Quando meno me lo aspetto” raccoglie undici brani inediti che si muovono con naturalezza tra generi diversi, dal blues al rock, dal country all’elettronica, passando per il reggae e per le sonorità della canzone d’autore degli anni Settanta. È un disco che tiene insieme profondità di scrittura e sperimentazione sonora, costruendo un racconto coerente fatto di intimità, paure, rinascite, nostalgia di fine estate e uno sguardo critico su una società sempre più concentrata sull’apparire e sempre meno sulle passioni autentiche. In questo contesto Zampaglione rivendica una posizione quasi “aliena”, sentendosi estraneo a un sistema che consuma rapidamente nuove stelle, e cerca un altrove possibile nella musica, sognando di scomparire nel blues come forma di salvezza. Nei brani “Una vita” e “Gli alieni siamo noi” si rinnova anche la collaborazione con il padre Domenico Zampaglione, che firma i testi insieme al figlio. Parlando della genesi dell’album, Federico Zampaglione ha raccontato come tutto sia nato da una lotta interiore con se stesso, in un momento in cui pensava di aver chiuso con l’idea di pubblicare nuovi dischi per dedicarsi solo ai concerti e al cinema. È stata invece la vita, ancora una volta, a cambiare le carte in tavola, spingendolo a chiudersi quasi per gioco in studio con Leo Pari e Simone Guzzino per dare forma a canzoni scritte nel tempo. Registrato in totale libertà, senza pressioni e senza scadenze, il disco raccoglie tutta la musica che Zampaglione ama, con il contributo di amici speciali come Simona Molinari, Mario Donatone e Fabrizio Mandolini. Solo a un certo punto, quasi all’improvviso, è diventato chiaro che quel materiale era già un album compiuto, dando così senso pieno a un titolo che non potrebbe essere più azzeccato.

I brani che compongono la tracklist – da “Scomparire nel blues” a “Un amore così”, passando per “Mi rituffo nella notte”, “Il cielo” e “Nuvole” – sono piccole storie autonome che dialogano tra loro. Il blues emerge come rifugio e antidoto a una realtà opprimente, mentre affiorano immagini notturne di Roma, ironia domestica, ricordi che tornano e svaniscono come nebbia, riflessioni sul tempo e sugli affetti essenziali. Alcuni pezzi hanno una forte impronta cinematografica, altri si muovono su coordinate più esplicitamente emotive, ma tutti condividono un senso di sincerità e urgenza espressiva.

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Dopo l’uscita del disco, i Tiromancino torneranno anche dal vivo con il “Quando meno me lo aspetto tour”, prodotto da DM Produzioni, che prenderà il via il 10 aprile 2026 dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella Sala Sinopoli. Il giorno successivo, l’11 aprile, la band sarà a Bologna al Teatro Duse, per poi arrivare il 29 aprile a Taranto sul palco del Teatro Orfeo. Il tour proseguirà il 12 maggio a Milano al Teatro Lirico, il 15 maggio a Catania al Teatro Metropolitan e il 16 maggio a Palermo al Teatro Golden. Dopo la tappa del 21 maggio a Perugia al Teatro Morlacchi, il viaggio si concluderà il 22 maggio a Firenze, al Teatro Cartiere. Lo spettacolo sarà pensato come un’esperienza intima e raccolta, arricchita dalla presenza di un quartetto d’archi e da una scaletta inedita che darà spazio ai brani del nuovo album senza rinunciare ai grandi classici della band, da “La descrizione di un attimo” a “Per me è importante”, passando per “Due destini” e “Immagini che lasciano il segno”. Sul palco, accanto a Federico Zampaglione, ci saranno Francesco Stoia al basso, Marco Pisanelli alla batteria, Antonio Marcucci alla chitarra, Fabio Verdini alle tastiere e il quartetto d’archi, per un tour che promette di essere un viaggio sonoro e emotivo, coerente con lo spirito libero e riflessivo di “Quando meno me lo aspetto”.