L’idea di musicare le opere di Ivo Pannaggi è nata nell’anima di Matteo Moretti quando per la prima volta nel 2008 si è trovato al MIUMOR di Tolentino, di fronte alla caricatura di Buster Keaton: proprio in quel preciso istante, è nato prepotente il desiderio di mettere in musica quest’opera minimalista, composta solo o quasi di linee rette. Tra le pareti del suo studio a Recanati, ha trovato la concentrazione ed è iniziato un lungo lavoro di ricerca, avvincente, intenso e complesso: il risultato concreto è in questo cd (di 5 lunghi brani) che gira da giorni sul mio lettore, dove il senso di tributo verso il pittore e architetto Ivo Pannaggi è forte, tangibile e pieno di pathos: nato e vissuto a Macerata (nei primi 81 anni del secolo scorso), è autore di opere appartenenti al futurismo prima, al costruttivismo e neoplasticismo poi, fino ad arrivare agli insegnamenti del Bauhaus. Quindi una personalità eclettica che nell’ep di Moretti ha un pamphlet come Astrazione prospettica, brano di oltre 6 minuti che è la giusta colonna sonora di un ipotetico documentario su questo originale personaggio. Intervistato dal nostro Ivan Perugini, il musicista ha confessato che .. Inizialmente ho pensato di creare delle composizioni musicali che fossero filologiche con l’esperienza musicale futurista. Poi ho pensato che sarebbe stato interessantissimo usare le Macchine Intonarumori. Nessuna di queste idee però mi ha mai convinto a pieno, per cui ho deciso di concentrarmi nel dare voce alle opere attraverso le note e le frequenze, creando una connessione tra il suono e il segno .. Questa dunque la partenza del disco, il cui titolo è veramente un chiaro compito che ha voluto assolvere: niente frasi fantasiose, ma una semplice dedica ossia A Pannaggi. L’iniziale Dinamismo assoluto della mano sinistra ci fa capire come l’artista deve sperimentare in continuazione per non rimanere vittima di se stesso o della sua effimera gloria. Brano dalle mille tonalità cromatiche, esalta la decisione di Moretti di ripudiare l’estetica musicale (che doveva muovere questo suo progetto), perché si è rivelata non più centrale, ma solo una componente della sua vena creativa e questo gli ha concesso una ulteriore dose di libertà per intraprendere e produrre, sperimentare e sognare. Bello il progetto grafico del disco: il volto di Moretti in primo piano ma tagliato a metà, il titolo a caratteri cubitali e sullo sfondo in chiaroscuro un frammento grafico di Pannaggi. Dovrebbe essere un parte del celebre Treno in corsa, ma potrei sbagliarmi: infatti è volutamente in lontananza e non decifrabile, perché la fonte di ispirazione è sempre presente nella nostra mente, ma poi si trasferisce nell’anima e quindi diventa tessuto di una trama che è intreccio di filamenti e mille altri elementi. Matteo Moretti (che ha studiato con Pippo Matino, Andrea Avena e Gianfranco Gullotto, diplomandosi presso l’UM Università della Musica di Roma) ci regala un piccolo gioiello di jazz tra la fusion ed il rock: andrebbe gustato dalle menti più libere tra i nostri lettori.
Tracklist di questo disco: Dinamismo assoluto della mano sinistra 4:56, Mia madre legge il giornale 6:53, Treno in corsa 5:07, Astrazione prospettica 6:16, Buster Keaton 6:39.
Matteo Moretti – A Pannaggi (ep 2025)
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