Con un secondo album, “Tra la violenza e la gentilezza” che evidenzia un netto passo in avanti, ci è sembrato inevitabile incontrare la band di Prato, per farci raccontare se per loro vincerà la violenza o la gentilezza.
Bentornati ragazzi. Una domanda secca: cosa vi spinge a suonare, oltre alla passione? Dopo oltre un decennio ci sono ancora sogni nel cassetto? Dal 2018, anno della nostra formazione e del nostro primo disco “Sabba”, l’intento è sempre stato quello di creare qualcosa che artisticamente ci rispecchi e che potesse portare un messaggio, il nostro messaggio. Abbiamo sempre cercato di parlare in primis a noi stessi e poi anche agli altri, facendo particolare attenzione al contenuto, in una forma che, come noi, è in costante evoluzione. In questi anni siamo cambiati, cresciuti e la nostra musica è cresciuta con noi. La passione è cresciuta ed evoluta con noi e dentro di noi, abbracciando aspetti diversi delle nostre vite. È sempre un fuoco che brucia, ma dentro un camino, in una casa accogliente. Di sogni ce ne sono sempre tantissimi, mai smettere di sognare e “mai scappare dai sogni” (piccola auto-citazione:-))
Rispetto ai tre dischi precedenti mi sembra di percepire un approccio più diretto, direi più rock, ma allo stesso tempo con una cura maggiore negli arrangiamenti. Si può dire che siete maturati? Il nostro approccio è sempre lo stesso nella sua sincerità ma è sempre diverso per quanto riguarda la produzione. Anche per questo disco, come per i precedenti, abbiamo cambiato diversi aspetti: Alessio (Camagni) è stato produttore esecutivo, abbiamo registrato a casa sua a Piacenza perché lo studio non era ancora pronto. Questo ci ha fatto registrare le batterie in salotto, le chitarre acustiche in cucina, il basso e le voci a Prato, il tutto sempre insieme anche se a distanza. Un iter abbastanza particolare che però ci ha visto tutti soddisfatti alla fine. Le canzoni che ne sono venute fuori hanno respirato lo strano iter che le ha portate alla luce quindi sicuramente diverse da tutti i precedenti lavori. D’altronde anche noi siamo persone diverse da quelle che hanno scritto gli album precedenti.
Ho trovato i testi delle canzoni vari e significativi, veramente ben fatti. Quanto ci lavorate sopra e l’idea del contenuto arriva prima o della musica? Per questo disco i testi sono stati messi sotto una lente di ingrandimento particolare che ci ha portato ad analizzarli profondamente per arrivare alla forma migliore per il messaggio che volevamo esprimere. In alcuni casi è nato prima il testo come per “Figli” e “Danza con me”, altre volte la musica come “Promesse”, oppure testo e musica insieme come nel caso de “il Postino”.
Siete in giro da un decennio, come avete visto cambiare la scena underground italiana? Se è cambiata secondo voi. Non sapremmo dirti se la scena underground è cambiata o no. Abbiamo delle letture personali della realtà che passano anche attraverso il nostro lavoro di insegnanti e ti possiamo dire che sicuramente sono cambiati i ragazzi, sicuramente è cambiato il mondo, quindi perché non dovrebbe essere cambiato anche “l’undeground”? (Anche se dovremmo capire a cosa ci riferiamo).
Come vi muoverete nei prossimi mesi? Vi vedremo in concerto d qualche parte? Continueremo a muoverci e a suonare, organizzeremo live ad hoc nella nostra città, Prato, in luoghi non conosciuti né convenzionali, dei ritrovi con i nostri fan dove possiamo avere dei live più intimi. Stiamo già pianificando la primavera-estate e ci saranno delle belle sorprese. Seguiteci e vedrete con i vostri occhi. Ciao bellezze!
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I Bluagata sono attivi dal 2017 attualmente formati da Alessia Masi – voce, piano, synth, Margherita Bencini – voce, synth, Folco Vinattieri – chitarra (e voce), Federico Masi – batteria, Lorenzo Mattei – basso ed hanno già 3 dischi alle spalle: Sabba (2018), The Disguises of Evil (2019), Di stanze e nevrosi (2022) e quasi un centinaio di live. Hanno aperto i concerti di Manuel Agnelli, Franz Ferdinand, Lacuna Coil, Rezophonic, Wolfmother, Hardcore Superstar, I Ministri, Meganoidi, Irene Grandi e molti altri. Scrivono lo spettacolo teatrale “Il falò delle verità” per il festival “L’eredità delle donne”. Il brano “Il volo” viene scelto come colonna sonora del movimento Friday for Future. Scrivono la colonna sonora del cortometraggio “Reverie” vincitore del Festival Internazionale del cortometraggio indipendente di Berlino.