Mattarella agli artisti di Sanremo: “In bocca al lupo imparziale”

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Un incontro dal forte valore simbolico quello che si è svolto nella mattina di venerdì 13 febbraio al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto i partecipanti alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti, dalla co-conduttrice Laura Pausini e dall’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi.

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Foto Ufficio Stampa Quirinale

Rivolgendosi ai cantanti in gara, Mattarella ha sottolineato il valore che il Festival rappresenta non solo come evento di spettacolo, ma come espressione viva della cultura nazionale. “Quello che fate è l’espressione della vostra capacità artistica, del vostro protagonismo di artisti, ma anche un contributo alla vita culturale del nostro Paese, alla società”, ha dichiarato il Capo dello Stato, ringraziando gli artisti per la loro presenza al Quirinale e scherzando sul possibile intralcio alle prove. Infine, un augurio sentito ma equidistante: “Non dico nulla, vi faccio un in bocca al lupo collettivo, in modo assolutamente imparziale, vi assicuro”. Nel suo intervento, il Presidente ha evocato anche un ricordo personale: la prima edizione del Festival, che seguì da bambino. Mattarella ha ricordato la voce “inconfondibile e trascinante” di Nunzio Filogamo, storico presentatore delle prime edizioni, quando il Festival si diffondeva esclusivamente attraverso la radio e gli italiani si interrogavano sul volto di quella voce familiare. Un’immagine che testimonia quanto il Festival abbia saputo evolversi nel tempo, mantenendo però intatto il suo “amplissimo coinvolgimento popolare”, rimasto costante anche grazie alla Rai, che anno dopo anno lo ha portato nelle case degli italiani. Il Capo dello Stato ha ricordato come il Festival registri ancora oggi ascolti elevatissimi, con oltre 20 milioni di italiani che lo seguono sera dopo sera. Numeri che ne fanno un fenomeno mediatico e sociale di primo piano. Secondo Mattarella, la musica leggera e pop non è soltanto intrattenimento, così come non lo è lo sport: entrambi rappresentano fenomeni culturali capaci di aggregare, stimolare il superamento dei propri limiti e contribuire alla crescita collettiva. Il Presidente ha inoltre evidenziato come l’attività discografica italiana sia un settore fiorente e significativo dell’economia nazionale. In questo contesto, il Festival assume un’importanza che “travalica l’apparenza” dello spettacolo televisivo, diventando un momento centrale per l’industria musicale e per la cultura del Paese. L’incontro al Quirinale ha così suggellato, ancora una volta, il legame profondo tra le istituzioni e uno degli eventi più rappresentativi dell’identità italiana, alla vigilia di un’edizione che si preannuncia seguitissima e carica di aspettative.