
“Minimarket” di Santachiara non è solo una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio concept”urbano che consolida la sua posizione come uno dei narratori più lucidi della sua generazione. Il disco è composto da undici brani per circa 32 minuti che trova in se alcune ingenuità ma modernità nella scrittura. Musicalmente, l’album evidenzia un indie-pop molto curato che però si sporca con venature urban e incursioni di elettronica lo-fi. Santachiara scrive in modo visivo: l’album tocca il tema della precarietà emotiva ed economica. “Minimarket” diventa il simbolo di una società che offre tutto ma non sa dare un senso profondo a nulla. In un’epoca di singoli pronti per i social, Santachiara ha scelto di pubblicare un’opera che richiede un ascolto attento e sequenziale. È una recensione della vita moderna fatta da chi la osserva da dietro una vetrina accesa mentre fuori è buio, il tutto cercando di evitare trappole sonore scontate da trapper o pop (sebbene ci siano delle tracce un pò così).
La tracklist
- Cane e coda
- Non li vedi mai
- Non mi invitare
- Imprevisto
- Nessuno
- Quattromura
- Staresopra
- Addio settembre
- Pupazzi
- Ruggine
- Flixbus