L’eccesso di zen di The Five Faces

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Nuovo album per la band genovese in uscita per Toast / Modern Beat

The Five Faces sono una delle primissime band Mod italiane, formata da un gruppo di teenagers nel 1980 e sciolta nel 1984 dopo un paio di cassette autoprodotte con materiale in studio e dal vivo. Il gruppo si riforma nel 2014 con tre membri originali e pubblica due CD con la Paisley Archive, ramo della prestigiosa etichetta inglese Detour Records, che a sua volta pubblicherà poi anche un DVD live registrato a Londra. Seguono altre uscite in lingua italiana, sia con il proprio marchio Modern Beat Records che con la storica Toast Records di Giulio Tedeschi, fra cui spicca il 45 giri del 2018 Mare (Sotto Questo Sole), mixato a Coventry da Roger Lomas (The Selecter, Bad Manners, The Specials, Happy Mondays, The Farm, ecc) e masterizzato nei leggendari Abbey Road Studios da Andy Wharton (Beatles, Rolling Stones, Radiohead, Pixies, giusto per fare qualche nome). L’intensa attività live degli ultimi anni, pur centrata prevalentemente sul territorio italiano, annovera anche due mini-tour proprio in Inghilterra tra il 2016 e il 2017. E proprio al “periodo inglese” si riferisce Yesterdays – The Remastered Anthology, uscita a gennaio 2026, raccolta che include le versioni rimasterizzate digitalmente di tutte le tracce dei due CD Paisley Archive/Detour oltre ad alcune tracce audio del DVD Live in London e a una selezione di altro materiale estratto da compilation internazionali, dal singolare CD cantato dal famoso DJ radiofonico Mod Alan May e perfino da un bootleg che il gruppo ha scoperto, dopo mesi, essere stato registrato a sua insaputa durante una delle date in UK. 

Eccesso di Zen raccoglie il materiale uscito in digitale nel periodo 2023/2025: il titolo è una dichiarazione di rottura con schemi e stati d’animo di un passato in cui una dose di spirito zen apparentemente rassicurante – ma, a conti fatti, anche castrante – consentiva di rimanere placidamente categorizzati in un cliché dai contorni ben definiti nel quale ogni mossa doveva ricalcare un preciso indirizzo musicale, estetico, stilistico, comportamentale. Qui, invece, la band svuota l’arsenale sonoro di cui dispone e mette tutto sul tavolo, senza calcoli o preoccupazioni per le aspettative. L’opener Voglio Andare a Genova è il manifesto sonoro e ideologico di questo stato mentale, il mod pop di L’Amore Ti Fa Bella e Vola Via sono una riconferma del proprio DNA, così come Ocean Girl, che rappresenta il completamento postumo del brano su cui la storia della band è rimasta in sospeso nel 1984. Sei Immensamente esplora sonorità inedite ma non del tutto aliene ai membri del gruppo, mentre 9 Gennaio ricorda il lungo stop imposto dal periodo del lockdown tornando a sfoderare la rabbia punk degli esordi. In un ideale lato B sono raccolti alcuni remix che propongono punti di vista completamente diversi sulla musica della band, rispolverando quella volontà di esplorare tipica dei 12” degli anni ’80, in cui il gioco consisteva nello stravolgere gli originali per esprimere sfumature e stati d’animo stilisticamente incompatibili con i lati A. Ai due estremi troviamo il remix vaporwave di Sei Immensamente, un consumistico sogno di plastica e neon da vecchi centri commerciali anni ’80 e il remix di Paola Danza, un brano dell’album Meali del 2020 rivisitato in una chiave sognante ed eterea, al dolcemente allucinato crocevia fra il jazz-lounge e il valzer da carillon.

Eccesso di Zen è dunque un disco “auto-iconoclasta” con cui la band rivendica l’orgoglio del proprio DNA e del proprio passato e, al tempo stesso, afferma vigorosamente il proprio presente con ogni mezzo acustico ed estetico possibile, rompendo – anche con violenza sonora e/o concettuale – qualsiasi schema, vero o presunto, finora associatole.