È scomparso ieri Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco – Premio Tenco, nato a Milano nel 1948 e trasferitosi a Barcellona dove aveva fondato l’associazione “Cose di Amilcare“: era l’ultimo dei ragazzi di Amilcare Rambaldi, il fondatore del Premio Tenco nel 1973, a fare ancora parte del Club.

Così lo ricorda il Direttivo del Club Tenco:
È morto Sergio Sacchi. L’ultimo dei Rambalderos ancora nel Club Tenco. L’ultimo cioè di quei ragazzi che Amilcare Rambaldi – il fondatore del Club – aveva voluto accanto a sé fin dall’inizio per dar vita alla sua creatura. Dentro la associazione, Sergio ha sempre rappresentato l’ala creativa, facendosi promotore di molte intelligenti iniziative discografiche ed editoriali, anche grazie alle quali ha saputo e voluto costruire attorno al Club una solida rete di amici dalla più diversa provenienza: cantautori soprattutto, discografici, ma anche intellettuali di varia estrazione e formazione in qualche modo appassionati o legati alla canzone d’autore, artisti dei vari campi: dalla pittura al fumetto. Storica la sua amicizia col compagno d’avventure Sergio Staino. A sua volta, aveva fondato a Barcellona l’associazione “Cose di Amilcare”, la filiale iberica del Tenco. Diventato direttore artistico del Club Tenco, nel 2017, è stato il principale artefice del rilancio e del rinnovamento della vita del Club. Convincendo i colleghi del Direttivo a impostare le attività del Club lavorando per progetti e dedicando ogni edizione della annuale Rassegna della Canzone d’autore ad un tema, nell’affrontare il quale la canzone fosse utilizzata come strumento di analisi e di approfondimento. Una intelligenza guizzante, geniale e, come tutte le intelligenze geniali, segnata da una vena di simpatica follia. Sit illi terra levis.
Lo avevamo intervistato nel 2018 in occasione del libro+2cd Vent’anni di Sessantotto. Gli avvenimenti e le canzoni che raccontano un’epoca (Squilibri editore) scritto con Sergio Staino (ex presidente del Club Tenco) e in quell’occasione gli avevamo chiesto anche del volume (libro+2cd) da lui curato “Multifilter. Mito e memoria del padre nella canzone” (fuori collana per Squilibri) con 36 brani di cui molti inediti, di alcuni dei più originali esponenti della scena musicale italiana (e non solo), da David Riondino a Mimmo Locasciulli, Bobo Rondelli, Sergio Cammariere, Ricky Gianco, Vittorio De Scalzi, Mauro Ermanno Giovanardi, Peppe Voltarelli, Giovanni Block, Alessio Lega, Sighanda, Tito Schipa jr, Têtes de bois e Yo Yo Mundi. Aveva curato il cd “Roba di Amilcare” (1999, Ala Bianca) con 21 interpretazioni inedite eseguite al Tenco tra cui quelle di Paolo e Giorgio Conte, Cristiano e Fabrizio De André, Francesco Guccini, Roberto Benigni, Vinicio Capossela, Ivano Fossati, Eugenio Finardi, Giovanna Marini, Ornella Vanoni e Roberto Vecchioni. Per la collana “I dischi del Club Tenco” aveva curato anche gli omaggi a Pablo Milanes e Vladimir Vysotskij.
