Il Festival di Sanremo 2026 si prepara a riportare il Paese al centro della scena musicale, trasformando ancora una volta il Teatro Ariston nel cuore pulsante dello spettacolo italiano. La nuova edizione, guidata da Carlo Conti, punta a coniugare grandi nomi, nuove tendenze e una narrazione sempre più aperta ai linguaggi contemporanei. L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta su Rai 1, da martedì 24 a sabato 28 febbraio, disponibile in streaming su RaiPlay e diffusa nel resto del mondo grazie a Rai Italia, permettendo al pubblico globale di seguire ogni serata.

Tra i momenti più attesi resta quello delle cover, che quest’anno si distingue per un mosaico di scelte audaci e contaminazioni inattese. Conti l’ha definita “travolgente, incredibile e anche improbabile”, e la selezione dei duetti conferma questa descrizione: accostamenti sorprendenti, omaggi doppi a figure iconiche come Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Mina e Gianna Nannini, sette brani internazionali e performance capaci di intrecciare generazioni e stili differenti. Grande curiosità accompagna la scelta di J-Ax, che porterà sul palco “E, la vita la vita” insieme alla Ligera County Fam, riportando in scena Cochi Ponzoni, affiancato da Paolo Jannacci, Ale, Franz e Paolo Rossi. Una combinazione che promette spettacolo e che potrebbe incidere non solo sulla classifica ma anche sui tempi del Dopofestival, affidato a Nicola Savino, con la partecipazione di Aurora Leone, Federico Bassi e del maestro Enrico Cremonesi. La serata delle cover sarà segnata anche da un cambio inatteso. Morgan ha deciso di non partecipare al duetto con Chiello, con cui avrebbe dovuto interpretare “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. L’artista ha spiegato che, durante le prove, la sua presenza rischiava di risultare troppo dominante, sottraendo spazio a un giovane in gara. Ha sottolineato inoltre come il repertorio di Tenco sia particolarmente delicato e carico di significati, capace di imporsi con un peso specifico importante in una competizione. Una scelta che arriva a distanza di anni dalla sua ultima apparizione all’Ariston, segnata dal celebre episodio con Bugo nel 2020.

La finale vedrà la partecipazione di un ospite di rilievo internazionale come Andrea Bocelli. Tra le ipotesi circolate c’è quella di una possibile esecuzione del “Nessun dorma”, suggestione non confermata che, in un’edizione con 30 Big in gara, assumerebbe quasi un tono ironico per un pubblico abituato a seguire il Festival fino a notte inoltrata. Sanremo 2026 si sviluppa anche fuori dal palco principale. Su RaiPlay arriva “Sotto Sanremo”, un format che racconta il dietro le quinte con uno sguardo giovane e digitale, offrendo contenuti esclusivi e prospettive alternative rispetto alla trasmissione televisiva. Tra i protagonisti in gara c’è anche Sayf, che porterà all’Ariston il brano “Tu mi piaci tanto”. Dal 24 al 28 febbraio l’artista aprirà in città il “Bar Santissimo”, in Piazza San Siro 40, uno spazio pensato come punto d’incontro quotidiano con fan e addetti ai lavori. Più che un semplice pop-up, sarà un quartier generale aperto ogni mattina dalle 8.00, ispirato al valore simbolico del bar nella sua esperienza personale e nella narrazione della canzone in gara, dove la quotidianità diventa elemento di unione. Il nome richiama anche il prossimo album e un legame profondo con Santa Margherita Ligure e con la Liguria, territorio che ha contribuito a definirne l’identità artistica. All’interno del locale sarà presentata una capsule collection esclusiva, personalizzabile al momento dell’acquisto, e il 27 febbraio è previsto un dj set curato da 2Club con il produttore Moli. Durante la serata delle cover Sayf duetterà con Alex Britti e Mario Biondi in una rilettura di “Hit the Road Jack”.

Nel corso della settimana verrà assegnato anche il Premio Lunezia per Sanremo 2026, annunciato da Rai Radio 2 e dedicato al valore musical-letterario dei testi in gara. Il riconoscimento è stato attribuito a Serena Brancale per “Qui con me”, brano premiato per la qualità della scrittura e la forza espressiva. Un momento che conferma l’attenzione del Festival non solo alla performance ma anche alla profondità delle parole. A trent’anni dalla vittoria di Ron insieme a Tosca con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, Sanremo continua così a intrecciare memoria e presente, consolidando il proprio ruolo di specchio della musica italiana. Anche nel 2026 la kermesse si conferma molto più di una gara: è un rito collettivo capace di unire generazioni davanti allo schermo e di trasformare per una settimana la Riviera nel centro simbolico dello spettacolo nazionale.