NichelOdeon (Claudio Milano) & Borda (Teo Ravelli) – Flipper (Folk Songs for The Judgement Day) cd 2025

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Per comprendere questo progetto, bisogna agire su due binari: il primo è quello che ci conduce a scoprire l’attività di Claudio Milano, sperimentatore vocale e sonoro con oltre 20 anni di attività … il secondo binario invece è più semiologico ed è ovviamente diretto a scoprire il perché un titolo così originale. Flipper racchiudere una vastità di sensazioni epidermiche, nata dalle vibrazioni sonore prodotte da Claudio Milano in questo secondo lavoro realizzato come NickelOdeon, assieme allo storico collaboratore Teo Ravelli alias Borda, batterista anche de I Sincopatici. Riflettiamo sul famoso bigliardino elettrico che in Italia (come in Francia) tutti chiamano flipper, ma che ad esempio in Inghilterra è pinball .. come sanno bene gli amanti del rock e degli The Who in particolare: le piccole pinne (più note come alette) sono comandate da pulsanti esterni, con le quali il giocatore può colpire una biglia d’acciaio mirando a bersagli posti su un piano inclinato coperto da un vetro trasparente. Agendo su queste alette (che in inglese sono le flippers) ogni bersaglio o combinazione di bersagli colpiti apporta un punteggio o agevolazioni (i famosi bonus): ora la simbologia è evidente, perché giocare con questo bigliardino elettrico rappresenta la nostra vita … frenetica, rumorosa, fuori dagli schemi, ogni tanto gratificata da alcuni premi e/o soddisfazione .. ma soprattutto se la nostra strategia è acquisire dei bonus di valore, spesso con le nostre alette dobbiamo agire come esperti di triangolazioni e tenendo conto dei vari angoli di incidenza in un dato percorso che la pallina dovrebbe prendere: tutto troppo complicato ed a volte faticoso, spesso fonte di stress sonoro e ci costringe a quasi cavalcare il biliardino, provocando il maledetto game over! Come già anticipato in un altro mio articolo, Flipper prende le mosse proprio dagli studi di Luciano Berio sulla musica popolare, ma per una strana affinità elettiva mi riporta ai “poeti maledetti” francesi (su tutti Tom Verlaine ed Arthur Rimbaud), i quali definivano i rumori della città moderna (ma anche della natura) come fonte di uno stato di languore, noia e angoscia esistenziale .. il cosiddetto spleen. L’aspetto filosofico di questo lavoro (penultimo e ventunesimo disco, prima di smettere con la pratica della pubblicazione) è la componente anacronistica in un Terzo Millennio vittima dell’isteria della musica liquida e dello streaming compulsivo. Ascoltare questo progetto di Claudio Milano è anche un mezzo per comprendere la musica elettronica mainstream, filtrata dal gusto italiano: creata sulla composizione e l’esecuzione tramite strumenti elettronici, spesso fa all’amore con il sound design ossia l’arte di progettare e creare mondi sonori specifici per contesti come cinema, videogiochi e pubblicità. Questo secondo progetto artistico uscito come NickelOdeon è la pura esaltazione dell’unione tra la creatività artistica e la manipolazione tecnica del segnale audio: non si arriva all’esasperazione dell’industrializzazione, ma nemmeno alla strizzata d’occhio dei Kraftwerk verso la musica dance o in quella divertente dei tedeschi Rheingold con il brano Dreiklangs-Dimensionen.