La 76ª edizione del Festival di Sanremo si apre martedì 24 febbraio nel segno della musica e della memoria, con una prima serata che mette al centro le canzoni, gli artisti e un omaggio carico di emozione a Pippo Baudo. All’Ariston l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: le prove generali scorrono serrate, tra l’orchestra disposta su tre livelli, i coristi, i tecnici in continuo movimento e i trenta big che si alternano sul palco per mettere a punto ogni dettaglio.

Il direttore artistico e conduttore Carlo Conti vigila su tutto con il suo stile asciutto e metronomico. Quando la sua sagoma compare in controluce scatta la battuta sull’“ex direttore artistico”, quasi un gioco sull’idea di addio, anche se lui stesso frena: del doman non c’è certezza. Per Conti questo Festival vuole essere una festa della musica, senza monologhi e con tempi serrati, nel solco di quella tradizione che lo lega proprio a Baudo, al quale ha dedicato simbolicamente il camerino del teatro. L’omaggio al grande presentatore scomparso attraversa la vigilia come un filo rosso. La figlia Tiziana Baudo parla di un’emozione intensa nel risentire la voce del padre all’Ariston, mentre in città prende forma anche una mostra celebrativa e si lavora a una statua che possa ricordarlo stabilmente a Sanremo. L’idea di una presenza “interattiva” di Baudo durante le cinque serate è pensata proprio per restituire al pubblico la sensazione di averlo ancora accanto, su quel palco che ha segnato la storia della televisione italiana. Ma la prima serata guarda soprattutto al presente e al futuro della musica. Tutti e trenta i big si esibiscono e vengono votati dalla sala stampa, tv e web, con la comunicazione finale delle prime cinque posizioni senza ordine di piazzamento. È una cartina di tornasole importante, anche per calibrare eventuali correzioni in corsa.

Tra le prove si distinguono personalità e stili molto diversi. Sal Da Vinci trascina il pubblico anche quando un problema tecnico spegne la cassa a metà esibizione: lui non si ferma, riparte e scende persino tra le prime file a ballare. J-Ax cura la teatralità con un bastone elegante, un chitarrista in versione cowboy e cheerleader tricolori. Elettra Lamborghini punta su piume e coreografie, mentre Serena Brancale, tutta in bianco, commuove con una scenografia di stelle dedicando il brano alla madre scomparsa. Ermal Meta emoziona con una ninna nanna per una delle piccole vittime di Gaza, Dargen D’Amico affronta il tema dell’intelligenza artificiale con leggerezza solo apparente, Malika Ayane resta elegante davanti a una grande luna scenografica. Attesa altissima per il superospite della serata, Tiziano Ferro, che torna all’Ariston per celebrare i 25 anni dal debutto con “Xdono”, pubblicata nel giugno 2001. Proprio su questo palco, in una “Domenica In” condotta da Conti, Ferro fece una delle sue prime esibizioni televisive. “Non poteva che essere questo il luogo dove dare il via ai festeggiamenti”, ha raccontato il cantautore, che porterà anche dal vivo per la prima volta “Sono un grande”, title track del suo ultimo album certificato disco d’oro. Un ritorno simbolico e potente, che lega generazioni diverse di pubblico e restituisce al Festival uno dei suoi protagonisti più amati.

Accanto a Conti, per la conduzione della prima serata, c’è Laura Pausini, visibilmente emozionata. La cantante ricorda il debutto a Sanremo e il consiglio ricevuto proprio da Baudo, che l’ha incoraggiata ad accettare questo ruolo. Si definisce orgogliosa di essere italiana e di poter celebrare la musica del suo Paese su un palco che considera casa. Co-conduttore è l’attore turco Can Yaman, consacrato in Italia dal successo della serie Sandokan. Per lui è la prima esperienza alla guida di un evento live di questa portata. Arriva da Madrid, dove sta girando una nuova serie, e affronta una full immersion di prove, pronto a proporre tre cambi d’abito tra bianco e nero. Se sul palco si prova a tenere la politica fuori dalla musica, fuori dall’Ariston le polemiche non mancano. Conti ha rivendicato la propria indipendenza, definendosi “baudiano” e non schierato, archiviando il caso legato al comico Andrea Pucci e smentendo qualsiasi pressione esterna. Nei giorni scorsi si era parlato anche di una possibile presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla prima serata. La premier ha definito la notizia “totalmente inventata”, invitando a non confondere il Festival con il FantaSanremo e assicurando che la manifestazione saprà brillare senza “ospiti immaginari”. Così la vigilia si chiude con l’Ariston blindato, tra metal detector, fan in attesa e tecnici al lavoro fino a tarda sera. Dentro il teatro, però, l’impressione è che a dominare sia soprattutto la musica: le scale più temute della tv italiana continuano a essere percorse da artisti emozionati, pronti a giocarsi tutto in tre minuti. E tra memoria, celebrazioni e nuove scommesse, la prima serata promette di restituire al pubblico l’essenza più autentica di Sanremo: un rito collettivo che ogni anno si rinnova, tra applausi, lacrime e inevitabili polemiche.