È una web radio che valorizza la Valle Subequana ed il Parco Sirente Velino: siamo nel cuore dell’Abruzzo e la si può ascoltare sulla pagina Facebook, ma anche tramite app per Android, scaricabile da Google Playstore. E’ una emittente di comunità che vuol far sentire la propria voce: la sede è a Gagliano, dove rigenerazione e ricostruzione immateriale post sisma procede con orgoglio, anche grazie a progetti internazionali. Il nostro format Il Re del Gancio viene trasmesso dal Lunedì al Venerdì alle 10,00 ed in replica alle 15,00.

Costantino, bentrovato: come si vive a Gagliano Aterno? Di che cosa ti occupi? Gagliano Aterno e’ un paese di 250 abitanti in Abruzzo, nella catena del Monte Sirente. Stiamo vivendo una ricostruzione materiale e soprattutto immateriale, dopo il sisma che ci ha colpito nel 2009. Attraverso processi di neo-ripopolamento portati in essere dall’amministrazione del vulcanico Sindaco Luca Santilli, la popolazione è aumentata di oltre 20 unità negli ultimi 3 anni: numeri grossi a queste latitudini. Io mi occupo di controllo qualità in una aziende di semiconduttori.

Cosa ascoltavi da giovane e quali artisti invece ti convincono ora? Io sono sempre stato un rockettaro, folgorato a 11/12 anni dai suoni dei Genesis, della P.F.M., di certe cose dei Pooh (che ascoltavano i ragazzi più grandi) ed ipnotizzato dai Pink Floyd. Non ho disdegnato mixare gli anni 80 e 90 nei locali e nelle feste. Continuo ad ascoltare molte band italiane soprattutto; nella mia zona e’ pieno di 20enni che producono del buono e sano rock ‘n ‘roll. 

Se ti offro una macchina del tempo, in quale periodo ti trasferisci? E perché proprio in quel momento? Penso che mi piacerebbe vivere da adolescente la fine dei 60 e gli inizi dei 70, magari a Londra. Pensa che bello frequentare gli Abbey Road Studios in quel periodo!!! 

La tua associazione culturale si chiama La Stanzetta: che tipo di attività svolgete? Siamo una associazione che si occupa dell’ organizzazione di eventi culturali, incontri sui problemi del territorio e conoscenza politica del mondo. Ci autofinanziamo con banchetti e l’organizzazione della Sagra dej’ntremè che è un piatto tipico a base di coratella, ricetta inventata dalle monache di clausura del nostro Monastero di Santa Chiara (chiuso a fine 800).
Come è nata l’idea di costituire una radio di comunità e perché avete scelto quel nome di Antiche Rue? La radio nasce come megafono per le attività dell’associazione, di tutti gli enti o privati che hanno da dire qualcosa nelle aree interne e per documentare tutto quel che accade in vallata subequana, e per dare voce a chi anche solo passa dalle nostre parti per qualche progetto o per curiosità. Il nome viene dalle “antiche rue (strade)” del paese. Quando organizzavamo la sagra nel centro storico (adesso in ricostruzione post sisma) accendevamo un trasmettitore che diffondeva la musica (anche dal vivo) e i dibattiti in tutte le bancarelle e le cantine dove c’era la festa diffusa: era Radio Antiche Rue e abbiamo mantenuto il nome.
Intervista a Costantino Tuccori di Radio Antiche Rue, emittente di comunità
Tempo di Lettura: 3 minuti