La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si chiude con una classifica provvisoria, senza ordine di piazzamento, che porta in alto Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Marco Masini. A determinarla è stato il voto della giuria della sala stampa, radio, tv e web, chiamata a esprimersi dopo l’ascolto dei trenta big in gara. Un primo orientamento che fotografa gli umori dei giornalisti accreditati nelle due sale stampa e che già delinea alcune tendenze della competizione.

L’edizione numero 76 si apre martedì 24 febbraio, in diretta su Rai 1, nel segno di Pippo Baudo, nume tutelare evocato da Carlo Conti per il suo quinto festival da direttore artistico e conduttore. È proprio la voce storica di Baudo, con il celebre saluto “Buonasera, benvenuti al festival della canzone italiana, benvenuti al festival di Sanremo”, a dare il via alla serata, mentre l’orchestra attacca lo stacchetto firmato dal maestro Pippo Caruso. L’Ariston risponde scandendo “Pippo, Pippo” e Conti, visibilmente emozionato, rende omaggio a colui che ha plasmato il festival moderno, dedicandogli idealmente l’edizione. Nel tradizionale passaggio di testimone torna sul palco Olly, vincitore del 2025 con “Balorda nostalgia”, e il teatro si trasforma subito in un grande karaoke collettivo. L’effetto nostalgia prosegue con l’ingresso di Laura Pausini, introdotta ancora una volta dalle immagini di Baudo che nel 1993 la lanciò giovanissima con “La solitudine”. La cantante, co-conduttrice della serata, racconta di aver ricevuto proprio da Baudo la spinta definitiva ad accettare l’invito di Conti. Il racconto della storia del festival passa anche per l’ovazione al maestro Peppe Vessicchio, celebrato attraverso una carrellata di immagini che riporta in scena volti come Mike Bongiorno, Fabio Fazio, Raffaella Carrà, Gianni Morandi, Amadeus e lo stesso Conti. Non manca il ricordo di artisti scomparsi come Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe, Gianni Pettenati e Maurizio Costanzo, mentre viene annunciato un omaggio a Ornella Vanoni.

Tra i momenti istituzionali, la celebrazione degli ottant’anni della Repubblica con la testimonianza di Gianna Pratesi, 105 anni, è segnata anche da un clamoroso refuso sul ledwall che trasforma la Repubblica in “Repupplica”. Sul fronte dello spettacolo, Tiziano Ferro festeggia venticinque anni di carriera con un set che include “Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Xdono” e il nuovo brano “Sono un grande”. La reunion tra Kabir Bedi e Can Yaman, nel nome del “Sandokan” nato dalla penna di Emilio Salgari, aggiunge un tocco televisivo alla serata. Sul palco galleggiante della Costa, Max Pezzali fa ballare con un medley di successi degli 883. Ad aprire la gara è Ditonellapiaga con “Che fastidio!”, un elettro pop che regge l’impatto dell’orchestra e si distingue anche per l’estetica, tra vestito palloncino, t-shirt e corsetto. Michele Bravi sceglie l’introspezione con “Prima o poi”, una ballad malinconica sul sentirsi fuori posto. Sayf con “Tu mi piaci tanto” fotografa la realtà tra riferimenti sociali e politici e conquista con un ritornello ipnotico, salutando i genitori a fine esibizione. Mara Sattei porta “Le cose che non sai di me”, ballad dolce e personale valorizzata dall’orchestra. Dargen D’Amico affronta i rischi dell’intelligenza artificiale con leggerezza in “Ai ai”, mentre Arisa si racconta con delicatezza in “Magica favola”. Luchè costruisce un percorso urban in “Labirinto”, Tommaso Paradiso canta la paternità in “I romantici”, ed Elettra Lamborghini punta sulla leggerezza pop di “Voilà”, citando anche Raffaella Carrà. Patty Pravo torna con l’eleganza di “Opera”, rivendicando che siamo tutti opere d’arte, mentre Samurai Jay mescola ritmi latini in “Ossessione”.

Raf firma un racconto personale con “Ora e per sempre”, scritto con il figlio Samuele Riefoli, e J-Ax ironizza sull’identità nazionale in “Italia starter pack” tra simboli e coreografie tricolori. Fulminacci convince con il suo cantautorato diretto in “Stupida fortuna”, Levante sceglie l’essenzialità di “Sei tu”, solo voce e orchestra. Fedez e Marco Masini uniscono barre taglienti e potenza vocale in “Male necessario”. Ermal Meta emoziona con “Stella stellina”, ninna nanna dedicata alle piccole vittime di Gaza, mentre Serena Brancale commuove con “Qui con me”, lettera intensa alla madre scomparsa. Nayt propone il suo rap introspettivo in “Prima che”, Malika Ayane porta eleganza sofisticata con “Animali notturni”, ed Eddie Brock firma la ballad “Avvoltoi”. Sal Da Vinci, oltre all’accoglienza del pubblico sulle note di “Rossetto e caffè”, presenta “Per sempre sì”, coinvolgente e sentita. Enrico Nigiotti propone il brano cantautorale “Ogni volta che non so volare”, Tredici Pietro supera un problema tecnico al microfono e riparte con “Uomo che cade”. Chiello convince con “Ti penso sempre”, scritto con Tommaso Ottomano. Le Bambole di Pezza portano energia rock-pop-punk con “Resta con me”. Maria Antonietta e Colombre firmano l’indie-pop ironico di “La felicità e basta”. Leo Gassmann canta l’amore e la serenità in “Naturale”. Francesco Renga affronta un percorso di rinnovamento con “Il meglio di me”. Lda e Aka 7even uniscono sonorità napoletane e latine in “Poesie clandestine”.