La conferenza stampa del 26 febbraio all’Ariston si è aperta inevitabilmente con il dato più atteso, quello degli ascolti della seconda serata del Festival di Sanremo. Su Rai 1 il Festival, nella serata di martedì 25 febbraio, ha raccolto 11 milioni 224 mila spettatori pari al 57,79% di share nella prima parte e 5 milioni 794 mila spettatori con il 62,3% nella seconda.

Un risultato che ha sorpreso lo stesso direttore artistico e conduttore Carlo Conti, che ha ammesso come alla vigilia fosse stato messo in conto un fisiologico calo. “Era previsto il calo, perché la seconda serata storicamente scende sempre un po’. Invece è aumentato. Il merito non è del direttore artistico, di questo sono certo”, ha detto con il sorriso, sottolineando come la crescita sia frutto di un insieme di fattori. “Abbiamo costruito la seconda puntata con ingredienti diversi rispetto alla prima, anche perché con quindici canzoni si è più rilassati. Abbiamo aumentato la quota di varietà, ma incidono mille cose: la platea, il contesto, perfino le partite. La cosa importante è che siamo cresciuti. Ora continuiamo a pedalare”. Il clima in sala è apparso disteso, sostenuto anche dall’andamento positivo dell’access prime time, con il “Prima Festival” e “Sanremo Start” capaci di traghettare verso la diretta dell’Ariston oltre 11 milioni di spettatori. Segnali che, secondo la direzione Rai, confermano la solidità dell’evento anche sul fronte commerciale. A chi chiedeva se ascolti inferiori rispetto ad alcune edizioni record potessero preoccupare gli investitori, il direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore ha risposto in modo netto: Sanremo resta “una grande occasione per l’investitore commerciale”, con “numeri talmente alti in termini di performance che l’investimento risulta comunque conveniente”. Sulla stessa linea il direttore della comunicazione Rai Fabrizio Casinelli, che ha ricordato come esista sempre un range concordato con i clienti per il posizionamento degli spazi pubblicitari.

Non sono mancate le domande sulle polemiche social che hanno accompagnato la seconda serata, in particolare il mancato incrocio sul palco tra Achille Lauro e Fedez. Secondo alcune ricostruzioni, l’incontro sarebbe stato evitato alla luce delle voci circolate nei mesi scorsi dopo la fine del matrimonio tra Fedez e Chiara Ferragni. Conti ha liquidato il caso parlando di semplice casualità: “È stato un refuso di una vecchissima scaletta, puramente casuale. Avete visto che abbiamo fatto vari cambi. Può capitare di far saltare una cosa e di farne un’altra perché magari qualcuno non è ancora pronto. Io vivo molto anche all’impronta”. A dimostrazione di quanto possa essere imprevedibile la macchina organizzativa, ha raccontato di aver chiamato all’ultimo momento Lillo, costringendolo a una corsa dalle stanze del terzo piano fino al palco, “arrivato col fiatone” proprio a causa di una modifica in extremis. Al posto di Lauro nella presentazione del duo con Marco Masini è intervenuta Laura Pausini, ma per il conduttore non c’è alcun retroscena da alimentare. Altro momento acceso è stato quello sul numero delle donne in gara. A una giornalista che faceva notare la presenza inferiore di artiste tra i trenta Big, Conti ha replicato più volte: “Io scelgo le canzoni”. E ancora: “Se non ci sono le canzoni non si possono scegliere cantanti donne. Mi assumo la responsabilità delle scelte che ho fatto in base ai brani che sono stati presentati”. Alla provocazione “preferisce gli artisti uomini alle artiste donne?”, il direttore artistico ha ribadito la stessa linea, spiegando che a suo avviso si tratta di “un momento discografico dove la presenza maschile è superiore”.

La conferenza è stata anche l’occasione per presentare nel dettaglio la serata di giovedì 26 febbraio. Superospiti saranno Alicia Keys e Eros Ramazzotti, per la prima volta insieme dal vivo in anteprima mondiale. La cantante americana, diciassette Grammy Awards in carriera, ha parlato di “un altro livello di magia” nel cantare in italiano sul palco dell’Ariston. “Non l’ho mai fatto prima d’ora. Ho sempre portato con fierezza la mia eredità italiana e essere qui a Sanremo mi permetterà di cantarla a voce alta. Sarà un’occasione speciale per onorare con orgoglio le mie radici, i miei nonni siciliani e il grande potere della musica che non conosce confini”. Con Ramazzotti interpreterà una nuova versione de L’aurora e celebrerà i quarant’anni di Adesso Tu, in una sorta di ritorno alle origini per entrambi. Accanto a Conti ci saranno la top model Irina Shayk e il comico Ubaldo Pantani, nei panni di una delle sue imitazioni più celebri. Shayk ha salutato in italiano i giornalisti, scherzando di aver già esaurito il suo vocabolario, e ha ricordato come il Festival, nato nel 1951, sia il più longevo al mondo nel suo genere: “Ho sentito tantissimo parlare di questo palco, sono davvero molto felice e onorata di essere qui”. La scaletta prevede l’esibizione degli altri quindici Big in gara, votati dal pubblico attraverso il televoto e dalla giuria delle radio, con la comunicazione finale delle prime cinque posizioni senza ordine di piazzamento. Per le Nuove Proposte si terrà invece la finale a due, con un sistema di voto misto che coinvolge televoto, sala stampa e radio. Non mancheranno momenti dedicati ai temi sociali, come il racconto della vicenda di Paolo Sarullo sul bullismo e un passaggio dedicato alla pace con Laura Pausini e il Piccolo Coro dell’Antoniano sulle note di “Heal the World”. In chiusura si è tornati anche sul futuro. Conti ha ribadito che questo è il suo ultimo Festival di questo ciclo: “L’ho detto chiaramente all’azienda, sia che fosse andato benissimo sia malissimo. Non mi sono sentito offeso da nessuna indiscrezione sul 2027”. Quanto all’ipotesi di condurre un eventuale Sanremo estivo, la risposta è stata secca: “No. Io farò Sanremo Top il 7 e 14 marzo da Roma e poi stop”. Per ora, però, l’attenzione resta tutta sull’edizione in corso, sostenuta da ascolti solidi e da una narrazione che continua a intrecciare musica, spettacolo e dibattito pubblico.