A 14 anni fu la prima volta che votai in una giuria sanremese: nel 1974 la Rai decise di non trasmettere in tv le prime due serate del Festival (7 ed 8 Marzo), limitandosi alla diffusione radiofonica. La giuria esterna di Chiesa in Valmalenco (provincia di Sondrio) fu una delle sedi distaccate chiamate a votare le canzoni in gara ed in quel residence c’ero anche io a mettere la mia X sulla scheda: ricordo solo che ci dissero che le giurie esterne erano formate da persone appartenenti a collettività situate in 14 luoghi di città italiane ed ogni giuria era composta da 30 elementi, per un totale di 420 giurati. Non mi chiedete quanto pesasse il voto delle giurie esterne, ma vagamente mi viene in mente che ci fu un minimo di valutazioni sulla percentuale delle donne, sulle varie fasce di età ed altri parametri: da allora il voto al Festival di Sanremo è cambiato tante volte, arrivando anche ad affidarsi alle schedine del Totip ed ai nomi dei cavalli. Tutto questo per dire che non esiste la formula giusta per decretare le canzoni più meritevoli per ben figurare in questa kermesse trasmesso ora dal Teatro Ariston, mentre ai tempi miei dal Salone delle Feste del Casinò.

La seconda serata dell’edizione 2026 del Festival di Sanremo si apre con la sezione Nuove Proposte che decreta che saranno Filippucci ed Angelica Bove a contendersi la vittoria: a questo risultato si arriva ad un voto in cui hanno pesato i pareri della Sala Stampa (per il 33%), la Tv & Web (33%) ed il televoto per il rimanente 34%. All’1 e mezza ci viene comunicato che Tommaso Paradiso, LDA & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini, Ermal Meta sono nei primi 5 posti e l’ordine è random: a decretare questo risultato per il 50% ha pesato il giudizio delle radio e per il rimanente 50% il televoto. Come notate, due metri di valutazione diverse e può andare anche bene, dato che nelle Nuove Proposte è giusto che la Sala Stampa abbiamo un ruolo forte, visto il lavoro che fanno i vari expertise .. ma questa disparità di fondo crea confusione tra il pubblico generico. Ripeto che frequentando il mondo delle giurie sanremesi dal 1974, non ho una soluzione definitiva da proporre. Nell’era però dell’interattività telematica e dell’Intelligenza Artificiale, se devo inserire delle variabili mi piacerebbe che rispondessero alle domande:
1) Chi è il consumatore di musica, colui che fa girare l’intera economia prodotta, perché spende per comprare musica? Perché non può votare?
2) Chi è che va ai concerti, altro settore basilare dello showbiz? Dovrebbe votare ..
3) Quanto vale la quarta e quinta età, la cui percentuale è assai bassa a notte inoltrata?
4) Se il festival dura così tanto, è per dare modo agli italiani di New York di collegarsi ad un loro orario decente: loro nel voto non contato?

La partenza della seconda serata con Patty Pravo con il brano Opera non graffia più di tanto, mentre Poesie Clandestine (proposta da LDA & Aka 7even, con Francesco D’Alessio come direttore d’orchestra) è qualcosa di interessante, livello non raggiunto dal simpatico Enrico Nigiotti con Ogni Volta Che Non So Volare, brano in cui la mano di Pacifico si sente benissimo. Alle 21:45 arriva uno dei momenti più emozionanti: viene da La Spezia il Coro Anffas e la loro versione della celebre Si Può Dare Di Più ci trasporta nel mondo di questa bella realtà con ragazzi con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo, ricordandoci quanto sia importante il lavoro quotidiano svolto dal volontariato nel panorama sociale italiano, purtroppo ingabbiato da alcune leggi che ne hanno frenato l’impegno con un sacco di burocrazia che le associazioni devono affrontare! Lodevole l’apporto arrivato da un cantautore intelligente come Beppe Stanco ed emozionante sentire Laura Pausini cantare con questo coro. 

La gara riprende ed arriva Tommaso Paradiso con I Romantici, canzone però che ancora non mi è entrata in testa, mentre Voilà di Elettra Lamborghini è uno dei tormentoni estivi con il ritornello che martella con la frase Viva Viva la Carrà! L’orgoglio italiano con alcuni atleti delle Olimpiadi & Paraolimpiadi di Milano/Cortina 2026 e notiamo la mancanza di Arianna Fontana bloccata da un’influenza con febbre alta e la cosa mi dispiace, anche perché è di Berbenno, il primo paese dove mio padre carabiniere è stato trasferito venendo da Firenze, dove ero nato due anni prima. Con il contributo di Dardust, l’arrivo di Ermal Meta con la canzone Stella Stellina porta un groppo in gola, perché è stata ispirata da Amal (una bambina morta in Palestina) il cui nome è ricamato sul bavero della sua camicia. Levante con Sei Tu ci mette tanta grinta, ma non riesce ad entrare nel gruppo dei 5 in testa: così come Le Bambole di Pezza che però ci piacciono, anche se Resta Con Me è una canzone lontana dallo standard pop punk a cui ci avevano abituato: Chiello con Ti Penso Sempre e Nyat con Prima Che sono tra i pochi rapper che rimangono fedeli alla linea, perché molti loro colleghi sul palco del Teatro Ariston sono sembrati molto più edulcorati degli anni precedenti. Verso mezzanotte ecco esibirsi J-Ax (con Italia Starter Pack) e Fulminacci (con Stupida Sfortuna), ma mi meraviglia non siano finiti nel Top 5: le loro canzoni sono intelligenti (anche se diverse tra loro) e la performance è buona e credo che nella finalissima un posto al sole lo conquisteranno. Cosa dire di Male Necessario della coppia Fedez & Masini? Penso solo che grazie all’apporto di Marco Masini il pezzo spacchi abbastanza, come la coperta indossata da Dargen D’Amico con la sua canzoncina Ai Ai e la grintosa Che Fastidio! proposta da Ditonellapiaga.
Tommaso Paradiso, LDA & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini, Ermal Meta: a Sanremo sono loro in testa ..
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