La scomparsa di Neil Sedaka, con due album tutti cantati in italiano

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La Terza Luna nell’Aprile 1963 arriva in prima posizione nella hit parade dei 45 giri in Italia: con questa canzone (scritta da Luis Enriquez Bacalov e Franco Migliacci), Neil Sedaka rafforza il apporto collaborativo con l’etichetta discografica RCA Victor. Il 45 giri (fonte di collezionismo) ha sull’altro lato il brano Il Re dei Pagliacci (versione di King of Clowns) e nel 1964 fu inserito nell’album Neil Sedaka Italiano, bissato l’anno dopo con il Vol.2. Ad entrare in hit parade anche I tuoi capricci (versione di Look Inside Your Heart), Tu non lo sai (versione di Breaking Up Is Hard to Do), Esagerata (versione di Little Devil), La notte è fatta per amare, Adesso no : in totale sono circa 30 le canzoni che lo vedono cantare in italiano. Nel 2004 la BMG pubblica la mega compilation 4 x 4 che comprende 20 raccolte, ognuna delle quali con i più grandi successi di quattro artisti (con quattro brani ciascuno): il disco no.11 comprende evergreen di Paul Anka, Neil Sedaka, Perry Como, Harry Belafonte.

Sui suoi concerti in Italia, sono state fatte delle ricerche soprattutto dal giornalista Michele Bovi che ne ha parlato nei suoi libri (intervistandolo anche per la RAI). Gli show più significativi? Segnalo La Bussola di Viareggio (1965): una delle sue prime e più importanti esibizioni in Italia, avvenuta nel pieno del suo successo italiano / La Bussola di Viareggio (1985): Sedaka tornò nello storico locale della Versilia dopo 20 anni per un concerto celebrativo, dove eseguì i suoi grandi successi in italiano / Napoli (1966): partecipò a eventi legati alla canzone napoletana, interpretando brani come “Na’ Sera ‘E Maggio”.

Nato il 13 Marzo 1939 a New York in una famiglia ebraica, crebbe con il padre Mordechai, tassista, e con la madre Eleanor, che gli regalò il primo pianoforte quando aveva nove anni. Talento precoce, ottenne una borsa di studio alla divisione preparatoria della Juilliard. Ancora adolescente iniziò a collaborare con il paroliere Howard Greenfield, vicino di casa e futuro sodale artistico. I due formarono uno dei tandem più fortunati del Brill Building, cuore pulsante dell’industria discografica newyorkese. Parallelamente all’attività di autore, Sedaka intraprese la carriera solista. Tra il 1959 e il 1962 infilò una serie di hit consecutive (“Oh! Carol” (ispirata a Carole King), “Calendar Girl”, “Happy Birthday, Sweet Sixteen”) fino al primo posto nella Billboard Hot 100 con “Breaking Up Is Hard to Do”, rimasta 14 settimane in classifica.