Il Sistina Chapiteau trasloca a Milano. L’amarezza di Massimo Romeo Piparo: “Non c’è bando, richiesta né dialogo per restare a Roma”

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È stato un successo straordinario quello che ha visto protagonista al Sistina Chapiteau di Roma “Moulin Rouge! Il Musical”, il nuovo spettacolo diretto da Massimo Romeo Piparo, rimasto in scena per ben 19 settimane consecutive di programmazione. Con 78.480 biglietti venduti e un entusiasmo del pubblico in costante crescita, il musical si è imposto come il titolo di punta dell’intera Stagione 2025/2026 del Teatro Sistina. Nella consapevolezza di aver realizzato una delle più grandi imprese della storia dello spettacolo, “Moulin Rouge! Il Musical è pronto ora a voltare pagina e si prepara a scrivere un nuovo capitolo a Milano, dove tornerà nella sua spettacolare cornice itinerante, il Sistina Chapiteau, nella vasta area di Sesto San Giovanni a partire dal prossimo 18 novembre.

L’intervento di Massimo Romeo Piparo (ufficio stampa Il Sistina)

In 180 giorni di attività, che hanno coperto l’intero periodo della concessione di suolo pubblico rilasciata da Roma Capitale, il Sistina Chapiteau – il teatro itinerante ideato e realizzato da Piparo e allestito per l’occasione nell’area di Tor di Quinto, a Roma – si è trasformato in un inedito polo culturale temporaneo, capace di ridefinire gli spazi dello spettacolo dal vivo e di ampliare l’offerta teatrale della capitale. Un’operazione che ha restituito alla città un luogo stabile di aggregazione culturale, uno spazio vivo di incontro e partecipazione. Un intervento che ha comportato anche un significativo investimento economico: 5 milioni di euro, di cui circa 600 mila destinati alla concessione del suolo pubblico, alle utenze e alla gestione dei servizi. Per il regista Piparo, ideatore della struttura, è motivo di particolare orgoglio aver contribuito ad arricchire l’offerta culturale di Roma con uno spettacolo di così lunga tenitura, offrendo alla collettività, in un luogo dal respiro internazionale, un’esperienza condivisa di arte, bellezza ed emozione. In questo senso, lo Chapiteau non è stato soltanto un palcoscenico temporaneo: è diventato un presidio culturale capace di rinnovare lo spazio urbano e ricordare che il teatro può essere, ancora una volta, un gesto civile e collettivo, una forma di bellezza che unisce e cura la città.

L’esclusivo showcase sul palco del Sistina Chapiteau (foto di Lorenzo D’Ilario)

Ci sono tanti traguardi che segnano il naturale passo di una carriera”, afferma Piparo.Ma ce ne sono solo pochissimi capaci di far sentire forte la mission di chi opera con costanza, abnegazione e coraggio nel mondo dello show business: questo è senz’altro un traguardo che ‘vale una carriera’. Uno di quei momenti che potrebbero far dire ‘posso anche smettere qui’. E ti fa sentire fiero delle proprie idee, della propria indipendenza, della visione ampia e trasversale che ha permesso di mettere su un gruppo di persone capaci ancora di stupire, stupirsi e segnare tappe della storia. Il Sistina Chapiteau con Moulin Rouge! Il Musical, senza ombra di dubbio, segna una pagina di storia della Capitale, dello spettacolo dal vivo italiano, del marchio Sistina e del palmares PeepArrow. Resta l’amarezza e il dispiacere di non aver potuto aprire un varco a qualcosa che potesse essere accolto dalle istituzioni come ‘irrinunciabile e non cedibile ad alcuno’. Eppure sarà così: lo Chapiteau Sistina ha smesso di illuminare l’area di Tor di Quinto per trasferirsi presto a Milano. Nulla di fatto. Nessun bando, nessuna richiesta né tavolo di dialogo per far sì che quel teatro ‘conquistato’ dalla capitale Roma restasse a reiterare ancora la sua nobile funzione di rendere ‘viva’ una parte della città. Però porterò sempre con me l’entusiasmo, la gioia, gli occhi commossi delle decine di migliaia di spettatori che hanno riempito queste indimenticabili 19 settimane”.

Massimo Romeo Piparo con Lorenzo D’Ilario

Anche i numeri raccontano l’incredibile successo di pubblico e di critica ottenuto da questo titolo leggendario, messo in scena per la prima volta in Italia e prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures: 10.200 giornate lavorative retribuite, 56 persone al giorno di media per sei mesi, 65.320 ore di lavoro, 90 alzate di sipario, 102 persone impiegate per ogni alzata di sipario, oltre 30mila litri di gasolio per scaldare e illuminare l’imponente tendone dello Chapiteau, mezzo milione di Iva sui biglietti, una massiccia partecipazione alle repliche di spettatori under 25 (il 38%) e un forte richiamo di pubblico proveniente da fuori Roma (il 31%). A questo si aggiungono i numeri dello Chapiteau: oltre 3000 mt di tiranti, 1600 mt di ferro, 500 picchetti, 130 mt di tralicci, 3.9 tonnellate e 4200mq di pvc, circa 90 chilometri di fili luminosi e anche la magnificenza di un allestimento kolossal con un palco di oltre 30 metri, doppio palcoscenico girevole, un cast di oltre 30 artisti di puro talento, una travolgente colonna sonora suonata dal vivo da una grande orchestra, costumi e coreografie mozzafiato, che hanno reso “Moulin Rouge! Il Musical” un’esperienza immersiva e sensoriale irripetibile.