Riccardo Cocciante: il 14 marzo esce il nuovo album di inediti

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Riccardo Cocciante, artista e compositore di fama internazionale, torna dopo vent’anni dal suo ultimo album di inediti con “Ho vent’anni con te” (Sony Music Italy/Boventoon), un racconto musicale che esplora il senso di sentirsi vivi attraverso l’amore e la musica. L’album, anticipato dall’omonimo singolo, sarà disponibile in streaming, in vinile arancione, vinile nero e in CD a partire da venerdì 13 marzo. Grazie al nuovo accordo tra Sony Music Italy e la storica etichetta Boventoon, il repertorio internazionale dell’artista sarà inoltre disponibile per la prima volta su tutte le piattaforme di streaming.

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foto di Attilio Cusani

“Ho vent’anni con te” si presenta come una sintesi emotiva degli ottant’anni di esperienze dell’artista, in cui vita e amore restano i temi centrali. Ballate malinconiche, atmosfere musicali suggestive e immagini poetiche accompagnano un racconto sul tempo e su come l’essere umano lo attraversi, lo subisca e talvolta riesca persino a ingannarlo. Il punto di vista è quello di una maturità consapevole che non rinnega il passato ma lo abita, lo rilegge e lo trasforma in esperienza. In questo senso, il vero testamento artistico dell’autore risiede nella sua stessa vita, raccontata attraverso le allegorie presenti nei brani. La musica ha un ruolo centrale nel progetto. Tutti i brani sono stati registrati in presa diretta: i musicisti hanno suonato mentre la voce veniva cantata nello stesso momento, proprio come durante un’esibizione dal vivo. Una scelta artistica precisa, pensata per restituire un suono più autentico e avvicinare l’ascoltatore all’esperienza reale del concerto. In questo modo il disco diventa qualcosa di concreto e vivo, più che una semplice raccolta di canzoni. Da queste riflessioni nasce un album di dodici tracce che si apre con il brano omonimo, scritto da Riccardo Cocciante insieme a Luc Plamondon e Pasquale Panella, scelto come focus track. Si tratta di un pezzo emblematico, quasi un testamento emotivo, in cui l’artista guarda al futuro dal traguardo dei suoi ottant’anni. La sua voce racconta un uomo che, nonostante il tempo trascorso, continua a vivere la spensieratezza della giovinezza grazie a un amore profondo e totalizzante, inteso come condizione dell’anima. Il disco prosegue con “Aerei”, simbolo della separazione tra un genitore e un figlio che cresce e va via, mettendo in luce la fragilità e la nostalgia di chi resta. In “Personaggi di un romanzo”, scritto con Pasquale Panella, prende forma una ricerca incompiuta di sé stessi attraverso i grandi romanzi della letteratura, evocati con parole come “guerra e pace”, “orgogli”, “pregiudizi”, “illusioni” e “tempeste”, fino a suggerire che anche dopo aver condiviso molto rimane sempre una parte misteriosa nell’altro: l’amore non significa conoscere tutto, ma continuare a scoprirsi nel tempo. La quarta traccia, “Amore, mare, morte”, firmata nuovamente con Luc Plamondon e Pasquale Panella, si sviluppa su una progressione musicale intensa, quasi orchestrale, che accompagna la narrazione di una storia d’amore destinata a trasformarsi in tragedia, ambientata nell’isola greca di Corfù. Con “Le polaroid”, costruita su un blues che valorizza i suoni in presa diretta della band, la voce di Cocciante ricorda una persona amata che se n’è andata, lasciando però tracce di un possibile ritorno e di un legame che non si è spezzato del tutto.

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La sesta traccia, “Vai lupo, corri!”, è un brano di fuga e sopravvivenza in cui il lupo diventa metafora di coraggio, resistenza e libertà. “Piena di terra la mano mia” mette invece in relazione l’amore e il ciclo della natura attraverso sonorità di matrice popolare e immagini che evocano crescita, desiderio e vita. Con “Odile”, scritto insieme al musicista e paroliere Beppe Dati, la protagonista diventa simbolo di fragilità interiore e ricerca di senso. Il suo mondo viene raccontato attraverso un caleidoscopio sonoro che mescola elettronica e strumenti acustici, amplificando le immagini e le emozioni che attraversano la sua mente. “Amo gli amori” è un inno alle molte forme dell’amore, con le sue gioie, le ferite, le complessità e la passione dei rapporti umani. Attraverso un crescendo musicale il brano mostra come ogni storia lasci un segno profondo nella vita di chi la vive. Con “Un uomo in armi”, traduzione italiana di un brano della scrittrice Françoise Sagan, la canzone diventa un viaggio tra epoche e identità diverse, in cui la vita appare come un’avventura e l’amore come una costante. Segue “L’ora delle rondini”, che utilizza l’immagine delle rondini come simbolo degli amori che arrivano e ritornano, celebrando la gioia di vivere attraverso timbri e atmosfere in continuo movimento. Il disco si chiude con “Il pensiero che resta”, nato dalla collaborazione con Mogol e testimonianza della complicità artistica che li lega da oltre quarant’anni. In questo brano l’amore diventa un riferimento invisibile ma costante, presente ovunque si trovi il narratore: anche quando i momenti condivisi sono brevi, il loro effetto continua a vivere nei ricordi e nei pensieri. In occasione dei suoi ottant’anni, Riccardo Cocciante celebra la propria carriera con diversi progetti artistici. Oltre al nuovo album di inediti, il 4 marzo è andato in onda in prima serata su Rai1 il docufilm “Il mio nome è Riccardo Cocciante”, disponibile anche su RaiPlay. A questo si aggiunge il nuovo tour da solista “Io… Riccardo Cocciante nel 2026” e il ritorno nei teatri italiani dell’opera popolare moderna “Notre Dame de Paris”, tornata in scena dal 26 febbraio, a quasi venticinque anni dalla prima rappresentazione italiana.

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foto di Attilio Cusani

Presentata per la prima volta in Italia nel 2002, “Notre Dame de Paris” nel 2027 celebrerà il suo venticinquesimo anniversario, segnando un quarto di secolo di musica e spettacolo. L’opera, con le musiche di Riccardo Cocciante, vede l’adattamento italiano dei testi di Luc Plamondon firmato da Pasquale Panella ed è tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, che racconta la tragica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo sullo sfondo della cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Fin dalla prima messa in scena lo spettacolo ha conquistato il pubblico italiano, diventando un fenomeno popolare e una delle opere più longeve della cultura teatrale del Paese, con oltre 4,5 milioni di spettatori. La sua forza risiede nei temi universali che affronta: l’emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi, ma anche la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia e il desiderio d’amore. Elementi che, ancora oggi, continuano a rendere questa opera un classico capace di attraversare generazioni e confini. Dopo il successo del tour “Io… Riccardo Cocciante”, concluso lo scorso settembre, l’artista tornerà nell’estate del 2026 con una nuova tournée prodotta da Vivo Concerti, che attraverserà alcune delle più suggestive location open air italiane. Il tour inizierà sabato 20 giugno 2026 dal Parco San Valentino di Pordenone e proseguirà giovedì 25 giugno in Piazza San Marco a Venezia, martedì 30 giugno al Teatro Greco di Siracusa e sabato 4 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei. Lunedì 6 luglio farà tappa al Circo Massimo di Roma, mentre martedì 14 luglio sarà a Villa Erba di Cernobbio per il Lake Sound Park. Il viaggio musicale continuerà lunedì 20 luglio al Castello Carrarese di Este, domenica 26 luglio in Piazza Martiri a Teramo, sabato 1 agosto all’Anfiteatro Tharros di Cabras e martedì 11 agosto al Teatro al Castello di Roccella Jonica. Le date proseguiranno domenica 23 agosto al Parco Archeologico di Egnazia a Fasano, sabato 29 agosto al Riccione Music City, giovedì 3 settembre all’Anfiteatro dell’Anima di Cervere e mercoledì 9 settembre al Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano, fino al concerto di venerdì 12 settembre allo Sferisterio di Macerata. Il tour continuerà poi con tre appuntamenti speciali in grandi venue: sabato 19 settembre all’Unipol Forum di Milano e, come evento conclusivo, domenica 27 settembre all’Arena di Verona, luogo profondamente legato alla storia artistica di Cocciante.