Un nuovo frammento del quadro, un nuovo sguardo. Dopo che Mabe Fratti ha vestito di nuovi colori “Non è reale” di Andrea Laszlo De Simone, trasformandola per l’occasione in “No es real”, la stessa canzone acquista ancora una nuova dimensione. E’ uscito il rework di “Non è reale” realizzato da Malik Djoudi, chansonnier francese tra le figure più raffinate dell’attuale scena electropop transalpina.

Una delle tracce più apprezzate di “Una lunghissima ombra”, l’opera musicale e visiva di Andrea Laszlo De Simone, viene ammantata di una luce inedita e cambia pelle. Come l’artista guatemalteca Mabe Fratti, anche Malik Djoudi sceglie di utilizzare la propria voce e la propria lingua, il francese, ma in questo caso lo fa intrecciandola con quella di Andrea. Ne nasce un dialogo ammaliante e seducente che finisce per rinnovare il sapore del brano, enfatizzandone alcuni aspetti e smussandone altri. «Ho cercato di preservare l’anima della canzone; ne ho cambiato il battito. Ho cercato la calma, ma anche l’urgenza, orientandolo verso il mondo del clubbing. Ho voluto aggiungere la mia voce per creare un incontro fisico e intimo con la voce di Andrea, così che i nostri due mondi potessero diventare uno», racconta l’artista francese, «Quello che amo della musica di Andrea è il suo modo di rendere luminosa la malinconia». Il rework, che vede la partecipazione dei musicisti di Malik Djoudi — Adrien Eudeline, Gérard Black e Jocelyn Mienniel — è stato mixato da Bastien Doremus e andrà a far parte di “Una lunghissima ombra (reframed)”, la playlist in continuo divenire che vede alcuni brani dell’ultimo lavoro di Andrea Laszlo De Simone rivisitati da musiciste e musicisti provenienti da contesti geografici e sonori differenti. Un’idea che rafforza ulteriormente la dimensione assoluta a cui guarda la sua musica, sospesa fuori dal tempo, dallo spazio e dalle convenzioni. Non ci sono barriere di genere né steccati stilistici, ma composizioni che portano dentro di sé una forte vocazione all’universalità e che rafforzano l’idea di “Una lunghissima ombra” come uno scampolo di intimità capace di diventare collettivo. A diversi mesi dall’uscita del disco proseguono anche le proiezioni di “Una lunghissima ombra”, che finora hanno registrato circa 10 mila presenze tra Italia e estero in cinema e festival.

Con le nuove proiezioni prende vita anche l’esperienza installativa che aveva accolto il pubblico per sole 24 ore nel giorno di uscita dell’album, il 17 ottobre, all’Angelo Mai. Una bolla immersiva pensata per l’ascolto spazializzato dell’album e la visione delle 17 inquadrature fisse sulla realtà immaginate dall’artista. Un’esperienza progettata per una fruizione ridotta, con 12 persone alla volta, uno spazio che trasforma la musica in un oggetto fisico, fulcro dell’opera di Andrea Laszlo De Simone. Si apre così una dimensione ulteriore, inedita e sperimentale: una restituzione ad alta fedeltà acustica e sonora all’interno di una bolla concepita per un ascolto intimo e condiviso. L’installazione, costruita e ideata da PASE per DNA Concerti, 42 Records, Ekler Paris e The Goodness Factory, approda il 18 e 19 aprile a Pordenone al Cinema Teatro Capitol per Sexto ‘Nplugged, verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, e arriverà poi il 25, 26 e 27 aprile nella cornice della Fondation Vasarely per la Biennale di Aix-en-Provence, in Francia. Le nuove proiezioni nei cinema e nei festival, che si aggiungono a quelle già annunciate, proseguono il 18 marzo a Modena al Cinema Astra per Viaemili@DocFest, il 19 marzo a Catania al Cinema King, il 28 marzo a Lecce al CineClub Giuseppe Bartolucci, il 30 marzo a Prato alla Casa del Cinema di Prato, il 2 aprile a Perugia al Cinema Postmodernissimo, l’11 aprile a Lisbona per il Festival do Cinema Italiano, per poi tornare in Francia il 21 maggio a Nantes allo Stereolux e il 23 e 24 maggio a Cassuéjouls per il Bon Esprit de Clocher Festival.