Improvvisamente il 31 Gennaio 2026 si sono messi a suonare Heroes di David Bowie nella sala conferenze dell’Accademia Fiorentina delle Arti e dei Mestieri durante un nostro incontro e tra gli ospiti c’era uno di loro, quel Cristian Vegni che era chiamato a raccontare la sua esperienza come liutaio. Ed indovinate come si chiama la sua bottega artigiana? Sos Music e quindi da questo prende spunto l’occasione per formare una band …
Un pentatonico bentrovato ai tre Sos Bluegrass: come descrivereste il vostro progetto musicale? Nicola = Un nostalgico percorso country/rock/blues che abbraccia un arco di tempo… senza tempo! Leonardo = Condivido la risposta di Nicola e aggiungerei “un nostalgico percorso in chiave acustica” fondamentale per la nostra ricerca musicale e i nostri arrangiamenti. Cristian = Un’idea fatta di passione, comunione di gusti e stili musicali per riprendere suoni immortali, con tanta storia e significato dietro.
Per arrivare a questa sintesi musicale, ognuno di voi ha avuto un percorso musicale diverso e quindi vi chiedo… quali artisti avete amato da giovani e quali quelli più attuali che vi hanno convinto? Leonardo = Fin da bambino mi ha orientato la musica di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Leonard Cohen e Jackson Browne. Tra gli artisti italiani, Fabrizio De Andrè su tutti. Sicuramente, anche per comunione di genere con i miei colleghi, oggi trovo originali e allo stesso tempo puri nel loro genere i BlackBerry Smoke. Cristian = Ho dei riferimenti precisi tra artisti internazionali e italiani. Non posso non prendere De Andrè e i Beatles come artisti che ho ascoltato fin dall’infanzia, da subito, passando poi per Bruce Springsteen e Mark Knopfler scoperti più da ragazzo ma fondamentali per la crescita personale. Ce ne sarebbero poi altri, ma i principali sicuramente sono questi. Oggi come oggi senza dubbio i BlackBerry Smoke anche per me insieme anche a John Mayer sono molto presenti e di riferimento. Nicola = Sono cresciuto insieme a Simon and Garfunkel, Neil Young, Cat Stevens e comunque con tutta la musica in cui c’era una chitarra acustica. Fra gli italiani cito su tutti Bennato e De Gregori. Oggi sono un fan sfegatato dei BlackBerry Smoke, come i miei colleghi. 
Come è nata la voglia di creare gli SOS Bluegrass e come vi siete incontrati con Nicola Biagi? Cristian = La voglia del trio è nata certamente per la conoscenza fatta con Nicola Ronchi tramite la bottega, da lì prima chiacchiere e condivisione e poi messa in pratica di un prurito musicale che riprendesse suoni e armonie acustiche country rock, certamente con la chitarra e le voci che potessero fare da protagonisti. Con Nicola Biagi è stato un piacevole incontro fatto tramite Nicola Ronchi e che subito ha trovato terreno fertile per gusti e voglia di musica. Nicola = Un giorno sono capitato per caso in bottega da Cristian per sistemare una chitarra. Abbiamo parlato dei nostri gusti musicali e dopo qualche giorno eravamo a provare, insieme anche a Leo, Cotton Fields dei Creedence Clearwater Revival. Con Nicola ci siamo incontrati a un mercatino dell’usato, una chiacchiera tira l’altra sulla Fiorentina, sulla musica… e abbiamo fatto serata. Leonardo = La bottega di liuteria SOS Music di Cristian è stato il luogo di incontro e dove tutto è nato in modo direi “casualmente naturale”. Certamente l’amore per l’armonia vocale ha giocato un ruolo fondamentale nel fare musica insieme.

Per chi non ha partecipato all’Accademia Fiorentina delle Arti e dei Mestieri al “salotto” del 31 Gennaio 2026, vogliamo raccontare la vostra zingarata? E soprattutto la calda accoglienza del pubblico… Nicola = È stato tutto molto naturale, anche se la nostra intenzione era già quella di suonare qualcosa. Poi sentiamo un nome, il “nostro” nome, e per istinto abbiamo iniziato a cantare a tre voci un classico americano. Ci siamo alzati, abbiamo imbracciato le chitarre ed è partita Heroes di David Bowie come per magia. Leonardo = Bel contesto, bel clima, bella partecipazione… non si poteva non suonare, soprattutto dopo essere stati chiamati in causa! Cristian = Sicuramente chi è mancato se l’è perso! Unire all’interno di un evento culturale, anche una iniziativa istintiva di musica penso possa solo arricchire e diversificare l’iniziativa in sé e dargli un taglio anche unico e non ripetibile. Certamente quando poi la situazione lo permette tutto va da sé e si crea un’atmosfera ricca e sana.
Per realizzare questa intervista, devo ringraziare il loro manager Nicola Biagi e Roya Crud per le foto fatte all’Accademia Fiorentina delle Arti e dei Mestieri. Per contattare gli Sos Bluegrass (ossia Nicola Ronchi, Cristian Vegni e Leonardo Campatelli), potete visitare il loro profilo Facebook.
Intervista ai tre Sos Bluegrass, fulminati dal southern rock dei BlackBerry Smoke
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