Progetto di grande umanità popolare che i dipinti di Chiara Rapaccini ammantano di un sapore naive, desueto e di altri decenni. Apprezzo (da tempi non sospetti) il coraggio compositivo del 45enne napoletano Claudio Domestico in arte Gnut e lo aspettavo ad una prova d’autore e mi sembra che Dduje paravise possa assurgere a questo livello. Lo ascolto in questo progetto con il valente Alessandro D’ Alessandro, impreziosito da due camei di puro splendore: quello con Enzo Gragnaniello, ma anche quello in cui Tosca ulteriormente mostra la sua maturità interpretativa. Ripenso anche alle mie due nonne lucane ed al valore che davano al verbo gnutticare: per tutti i paesani significava mischiarsi o mescolare, ma per loro due aveva anche un sapore diverso, se veniva applicato a chi lavorava bene (o male) come contadino, tanto da arrivare vicino al terreno .. sino da confondersi con questo. Una immagine bella e coreografica, che ben si applica a quanto Claudio Domestico fa abitualmente: entra in simbiosi con le sue composizioni, sin da diventarne lui stesso un cardine, con il suo cantato e (soprattutto) con l’aspetto interpretativo. In questo bel progetto edito dall’attiva Squilibri, c’è la presenza enzimatica di Alessandro D’Alessandro, compositore e sperimentatore, pioniere nell’utilizzo dell’elettronica applicata al suo organetto: pensate a come anche lui possa trovarsi facilmente identificato con lo strumento che imbraccia … quasi fino a gnutticarsi con questo! Nel comunicato stampa scritto da Alessandra Placidi, si evidenzia come Dduje paravise è un disco ed uno spettacolo: questa doppia valenza sicuramente non mancherà di stupire ed emozionare per la fantasia, la libertà e la discrezione di un approccio del tutto originale alla tradizione. Undici brani in totale e due sono gli inediti, composti a quattro mani dai due autori. Con quale spirito dunque bisogna avvicinarsi a questo progetto? Sicuramente con quello del curioso, così da gustare grandi classici come Carmela, Maruzzella, E ccerase, Silenzio cantatore, Villanella di Cenerentola (scritta da Roberto De Simone nel 1976 per La Gatta Cenerentola): poi il cd ti spara Cammina cammina di Pino Daniele e E mo’ e mo’, portato al Festival di Sanremo nel 1985 da Peppino Di Capri .. e ti trovi in un quadro di emozioni moderne, ma dannatamente dentro la tradizione della composizione d’autore napoletana. L’eccezione è la versione nostrana della celebre Manhã de Carnaval, brano in lingua portoghese scritto dal compositore brasiliano Luiz Bonfá e da Antônio Maria: nel 1959 (nell’interpretazione di Elizete Cardoso) è stato il tema principale della colonna sonora del film Orfeo negro diretto da Marcel Camus e tratto da una pièce teatrale di Vinícius de Moraes.
Tracklist di questo disco: Sotto ‘o muro 3:32, Carmela 4:57, L’alleria e o’dulore (Manha de Carnaval) feat.Tosca 3:17, Silenzio cantatore 3:56, E mò e mò 3:31, Tutto o niente 2.25, Villanella di Cenerentola 3:27, Maruzzella 3:36, La nova gelosia 2:00, ‘E ccerase feat. Enzo Gragnaniello 4:04, Cammina cammina 3:36.
Gnut & Alessandro D’ Alessandro – Dduje paravise (Squilibri SQLCD/195)
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