Jungle Julia pubblica “Lode”, il secondo episodio del suo progetto discografico, che contiene i due brani inediti “Al buio” e “Il sonno”. “Lode” arriva dopo “Vespro”, il primo capitolo pubblicato a dicembre e contenente i brani “Carne” e “Demonio”. A “Vespro” e “Lode” seguirà un ultimo capitolo, in attesa dell’album d’esordio previsto nel 2026 per Island Records / Universal Music Italia.

Se “Vespro” rappresenta il tempo dell’ombra, la preghiera recitata durante la sera, “Lode” è ciò che accade dopo: l’alba, quando il buio non è ancora finito ma si trasforma in uno spazio fertile. Il titolo richiama la preghiera del mattino, recitata appena svegli come gesto di benedizione e riconoscenza per l’esistenza e per il passaggio dal sogno alla realtà. I due brani raccolti in “Lode”, “Al buio” e “Il sonno”, sono tracce profondamente intime, legate dal tema del sogno e scandite da un accompagnamento terzinato che ne amplifica la dimensione sospesa e onirica. Dal punto di vista musicale, mentre “Carne” e “Demonio” si muovono in atmosfere più oscure e in una dimensione rock cruda, in “Al buio” e “Il sonno” Jungle Julia mostra una vocalità più blues, rivelando un ulteriore aspetto della sua poliedricità. “Al buio” rappresenta il sogno nella sua forma più pura: uno stato di assenza, precedente alla parola e alla forma. È una canzone esistenziale e onirica, priva di una narrazione lineare, in cui il tempo si sospende, i contorni si dissolvono e le leggi fisiche perdono significato. Attraverso domande senza risposta – “Dove vanno i ricordi quando non li penso?”, “Come vuoi che ti chiami quando non so darti un nome, un confine a parole?” – il brano accetta l’impossibilità di definire tutto ciò che si vive. Il ritornello si ispira al dipinto “La danza” di Henri Matisse, immaginando due innamorati che danzano fino a fondersi in un unico corpo, in un unico colore: il bianco. Dal buio, simbolo dell’ignoto e della paura, alla luce, in un passaggio che segna il passaggio dall’oscurità di “Vespro” alla dimensione luminosa di “Lode”. “Il sonno” racconta invece il momento immediatamente successivo: il risveglio. La giornata ricomincia nel mondo reale, concreto e riconoscibile, ma resta addosso il torpore dei sogni che si confondono con la realtà. Le immagini si fanno più fisiche e quotidiane, il corpo acquista peso – “alla terra ci sono attaccata con la colla” – mentre lo sguardo rimane leggermente spostato e una parte del mondo notturno continua a filtrare nella percezione del giorno. La frenesia della vita quotidiana riemerge insieme a tutto ciò che impedisce di volare, pur conservando nel ritornello un’eco del sogno filtrato dalla realtà. Come per i brani precedenti, anche questi due inediti sono stati scritti e composti da Jungle Julia in solitudine, prima di avviare la pre-produzione con Daniele Fiaschi e Matteo Cantagalli in un contesto familiare e intimo, che ha permesso di dare una prima direzione musicale ai pezzi. Registrati poi in presa diretta con Fabio Rondanini alla batteria, Daniele Fiaschi alle chitarre, Roberto Dragonetti al basso e Raffaele Scogna alle tastiere, i brani conservano un’urgenza viva e imperfetta. Il percorso si è completato in studio con Tommaso Colliva, che firma anche la produzione e il missaggio, mentre il mastering è di Giovanni Versari.

Jungle Julia, nome d’arte di Giulia Covitto, nasce in Maremma, terza di sei figli. Cresce tra la campagna e la comunità del Cammino Neocatecumenale, un ambiente che alimenta il suo rapporto con la parola, la spiritualità e l’introspezione. In questo contesto inizia a suonare bongos e chitarra e ad approfondire i testi sacri, sviluppando una scrittura verbosa, intensa e fisica. Le origini contadine le trasmettono un legame profondo con la terra che si riflette nella sua musica, caratterizzata da un’attitudine ruvida e rock. Sputare energia attraverso le canzoni diventa il suo modo di raccontarsi. A diciotto anni si trasferisce a Roma, dove vince il bando di Officina Pasolini e si forma con artisti come Tosca, Giovanni Truppi, Piero Fabrizi e Pietro Cantarelli. Negli anni successivi partecipa al Reset Festival, scrive un brano con Cristina Donà e vince il premio per la migliore performance al Premio Bianca D’Aponte. Nel 2024 prende parte alle selezioni di X Factor interpretando “Nuotando nell’aria” dei Marlene Kuntz e “Rid of Me” di PJ Harvey. L’esperienza non la porta a entrare nel programma, ma le permette di essere scoperta da Marco Sorrentino, che diventerà il suo manager. Con influenze che spaziano da PJ Harvey a Idles, dai Radiohead agli Alabama Shakes, Jungle Julia costruisce un linguaggio musicale ruvido e intimo allo stesso tempo, in cui corpo ed emotività coincidono e si sovrappongono, dando vita a una cifra espressiva immediatamente riconoscibile.