Andrea Chimenti – Del mio cuore in fondo – Collection Vol. 1 (Vrec, 2026)

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Andrea Chimenti apre il cassetto dei ricordi e in compagnia di ospiti prestigiosi, rilegge alcune perle del suo repertorio.

Annunciato da qualche mese è finalmente disponibile la prima parte di due, di questo progetto di Andrea Chimenti, uno dei fuoriclasse della nostra musica d’autore. Elegante, raffinato, apparentemente malinconico, ma con un sorriso che incanta, Chimenti non ha mai smesso di mettere in scena l’amore e il senso di appartenenza, con revisioni e tocchi di innovazione, per la scena new wave anni ’80 italiana, che lui stesso ha contribuito a portare in scena con i Moda. Alla fine di quel decennio, Andrea Chimenti muove i primi passi per avviare un percorso solista, che debutta nel 1992 con “La maschera del corvo nero ed altre storie”. Da allora sono successe tante cose, dischi, progetti, libri, collaborazioni, ma la buona musica è sempre stata al centro di tutto. Musica di qualità che non manca anche in questo nuovo lavoro dove il nostro ci offre alcune particelle del suo repertorio, in una vesta rinnovata, con suoni e produzione in alcuni casi stravolti. Tanti gli ospiti: Gianni Maroccolo, Mauro Ermanno Giovanardi, Tori Sparks, Shawn Lee tra gli altri, ma il disco è stato realizzato con la completa collaborazione di Francesco Cappiotti, chitarrista e mente del The Last Drop Of Blood, presente negli studi Sotto il Mare, per tutta la durata delle registrazioni. Si parte con le suggestioni lontane di “Canto pagano” e “L’uomo dei sogni”, del repertorio dei Moda, dove suonano due compagni di allora (Fabio Chiappini e Fabio Gavalotti). Segue “A stain in the moonlight”, dove Chimenti si concede un fraseggio a due con la cantautrice spagnola Tori Sparks, per un duetto molto suggestivo.

È l’amico Mauro Ermanno Giovanardi a condividere l’atmosfera notturna di “Yuri”, mentre il basso di Gianni Maroccolo pulsa in “Amami”, un pezzo carico di suggestioni tra XTC, Japan e Leonard Cohen, nomi importanti, a cui Chimenti guarda con rispetto, ma senza temere di infondere una propria anima. Impossibile non citare “Maestro Strabilio” che arriva da lontano (1998), uno dei pezzi che più amo di Chimenti, che anche in questa veste non ha perso nulla della malinconia originale: la storia di un musicista che torna a casa da solo di notte, dopo un concerto, con la sua piccola utilitaria. Anche nei restanti pezzi, da “Ti ho aspettato (I have waited for you)”, in origine condivisa con l’idolo David Sylvian qui con Massimo Fantoni, a “La cattiva amante”, l’album mantiene una sua visione autunnale, ma che non si esprime solo in tristezza, come dimostra il ritmo di “Garcia”, alimentato dalle percussioni di Shawn Lee. “Del mio cuore in fondo”, sin dal titolo, è un disco pieno di bellezza, intenso, sentito, con cui Andrea Chimenti ringrazia idealmente, come lui stesso dice nelle note del libretto, tutti i musicisti e le persone incontrati durante questo viaggio durato quaranta anni. Ma, ne siamo certi, si tratta solo di un nuovo punto di partenza.

Tracklist: Canto pagano (Moda), L’uomo dei sogni (Moda), A Stain in the Moonlight (feat. Tori Sparks), Ora o mai, Yuri (feat. Mauro Ermanno Giovanardi), Garcia (feat. Shawn Lee), Amami (feat. Gianni Maroccolo), Maestro Strabilio (feat. Gianni Maroccolo), Ti ho aspettato (feat. Massimo Fantoni), La cattiva amante (feat. Francesco Chimenti).