Laerte Iandoli – Introspection (Dodicilune Dischi Ed 610)

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Oltre alle note di copertina di Danilo Rea, nel disco c’è Grisù. La domanda nasce spontanea: ma Iandoli si riferisce al famoso cartone animato con Grisù come buffo draghetto (spesso pompiere) o il valzer che gli dedicato riporta alla mente le tragedie nate dall’omonimo gas (che si forma nelle miniere di carbone e di zolfo), difficile da captare (perché sale in alto dentro le gallerie) e quando la sua concentrazione raggiunge il 5-14% nell’aria, diventa altamente esplosivo se innescato da scintille. Avvolti da questi dubbi, l’ascolto di Introspection ci incuriosisce ancora di più ed in aiuto ci vengono proprio le parole del celebre pianista jazz Danilo Rea (che ricordiamo in tour con Fiorella Mannoia nel 2023).. Un gruppo di ottimi musicisti, capitanati da Laerte, un musicista dotato di tecnica e creatività, dovuta principalmente al talento. Se è vero che ognuno suona ciò che è, Laerte, pur mantenendo il suo carattere da sempre esuberante, dimostra, attraverso le sue composizioni, di avere raggiunto una maturità musicale che parte dal rispetto della tradizione, troppo spesso dimenticata .. tutti musicisti talentuosi ma rigorosi, il risultato è una musica viva, attuale e piacevole da ascoltare .. E così diventa palpabile come il giovane pianista abbia scelto la strada del dialogo con il pubblico, più che la ricerca personale: ma allora perché una copertina che sinuosamente ti invita ad andare nel profondo? Il suo andamento elicoidale diventa automaticamente simbolico e (come ben sanno gli architetti) ha la funzione principale è unire due piani occupando poco spazio orizzontale rispetto a una scala tradizionale: ecco dove sta la giusta valenza di una immagine come quella per questi otto brani raccolti nel cd Introspection! Ci sono più piani (esperienze, desideri, timori, passioni) che il compositore vuole mettere in diretta connessione come nell’iniziale Red Roses, dove i grandi ascolti fatti da giovane, sono l’humus su cui cercare di comporre frasi semplici, ma dannatamente comunicative. Merito anche (come scrive Danilo Rea) della line-up di alto lignaggio che si è ritrovato il 17 Giugno 2025 sotto la guida di Carlo Gentiletti a suonare all’Elios Registrazioni Audiovisive a Castellamare di Stabia: Laerte Iandoli, pianoforte – Giuseppe Capriello, tenor/soprano saxophones – Lorenzo Paoletta, electric/acoustic bass – Antonio Fusco, drums. L’alchimia che spesso nasce tra musicisti che in studio diventano una cosa sola è palpabile nel già citato Waltz for Grisù e soprattutto Palindrome, brano che in musica cerca di valorizzare il simbolismo della simmetria di alcune note, mentre sullo sfondo emerge Virgilio ed al percorso iniziatico dell’alchimista che si purifica nel fuoco: il fluire della trama del brano è un continuo (ma garbato) gioco di amoreggiamenti tra singoli strumenti, tra spirito e materia, financo tra maschile e femminile. Fatti i doverosi complimenti a Laerte Iandoli (anche nocchiero di questo quartetto), mi piace segnalare che 6 brani su 8 sono composti da lui, con i rimanenti usciti dalla creatività del bassista Lorenzo Paoletta e sono gli ultimi due inseriti in scaletta.

Tracklist di questo disco: Red Roses 6:28, Dark soul 4:18, Waktz for Grisù, D.O.C. 10:35, Introspection 2:40, Memories 7:02, Palindrome 5.56, Dark soul (alternative take) 5:24.