La musica giusta per amare il Pino Loricato con Rocco Papaleo

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Sono andato a vedere il film Il Bene Comune al Cinema Cabiria di Scandicci, accolto da un “Bellino, bellino! Davvero bellino…“: La frase (in pieno slang fiorentino) me l’ha detta una signora anziana che non conoscevo, uscita dalla Sala 1, mentre noi stavamo entrando: una presentazione così detta nel momento giusto, nemmeno il più grintoso dei critici poteva farla ed è stato il perfetto biglietto da visita per un film che mi è davvero piaciuto. I punti di contatto tra la mia vita e quella narrata nella pellicola (prodotta dallo stesso Papaleo, Carlo Pontesilli, Roberto Sessa per Picomedia, Less Is More Produzioni e PiperFilm) sono tanti: i miei genitori & nonni sono lucani, i miei studi universitari sono stati fatti alla Facoltà di Scienze Forestali, anche a me sono state rubate idee & progetti in ambito giornalistico e musicale; anche io (come una delle protagoniste) ho avuto uno shock anafilattico e conosco bene quanto bisogna correre nei 30 minuti che hai per ritornare ad essere vivo, anche io canticchio il blues popolare di Rocco Papaleo in cui vedo del fuoco sacro …

Il film è diretto da Rocco Papaleo e da lui scritto assieme a Valter Lupo ed è stato girato tra Basilicata e Calabria nel Luglio 2025, con la location principale il maestoso Parco Nazionale del Pollino: l’attore (principale e simbolico) è il Pino Loricato, fonte di assoluta venerazione nelle lezioni di Botanica Forestale che ho seguito. È una specie che resiste bene anche al gelo, alla neve e ai forti venti: riesce insomma a vivere dove altre specie non potrebbero ed è anche la specie nazionale di pianta secolare più antica. Nel film mi è sembrato di riconoscere quello che è chiamato Italus, la vera rockstar tra tutta la popolazione, perché ha una età stimata di circa 1230 anni e si trova sul versante meridionale della Serra delle Ciavole a circa 1900 metri sul livello del mare, anche se la sua posizione esatta è stata mantenuta segreta per poterne facilitare la tutela.

Nel film aleggia la vena musicale di Rocco Papaleo (artista che ho avuto l’onore di incontrare & intervistare un paio di volte, anche grazie al mio lavoro dentro l’Associazione Lucana Firenze – nella foto è tra me e mia figlia Sarah e siamo a Firenze il 16 Settembre 2018), ma bella veramente è la colonna sonora composta da Michele Braga, compositore per film come L’incredibile storia dell’Isola delle Rose e la serie Smetto quando voglio (ma anche della recente fiction La Preside), ma che ricordo esser stato al servizio del rock nostrano dal 2004 al 2006 in tournée con Piero Pelù con cui collabora per gli album Soggetti Smarriti, In faccia, Presente e il singolo Tribù. Oltre alla sua colonna sonora ed alle canzoni di Rocco Papaleo, in testa mi è rimasta Troviamoci al buio, grande brano di Livia Ferri, pieno di pathos emozionale.

Non vi dico nulla sul magico intreccio narrativo dei protagonisti (tranne che a tratti assume i sapori di una favola moderna neorealista) ed è giusto almeno elencarli: Rocco Papaleo: Biagio / Vanessa Scalera: Raffaella / Claudia Pandolfi: Samanta / Teresa Saponangelo: Gudrun / Andrea Fuorto: Luciano / Rosanna Sparapano: Anny / Livia Ferri: Fiammetta / Max Mazzotta: Mimmo / Pietro Ragusa: Vito. I complimenti al Papaleo regista sta anche nel fatto di non avere dei protagonisti assoluti: come in una sorta di alchimia ben bilanciata, ognuno degli attori ha la sua percentuale di presenza e quindi i complimenti vanno fatti soprattutto alle più famose (vedi Vanessa Scalera e Claudia Pandolfi) che hanno puntato più sulla qualità della loro recitazione che sulla quantità, come del resto ha fatto Rocco Papaleo, ormai un guaglione maturo e di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi per la scanzonata presenza nello showbiz italico.