Stefano Bollani: una formazione All Stars per Tutta Vita Live

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Un mosaico di musiche dal mondo. Un ponte fra epoche, generazioni, culture, geografie. L’istantanea di un’occasione unica, di un momento in cui le sole leggi in vigore sembrano essere la musica, la fraternità e l’amicizia fra grandi musicisti. E’ uscito per Ponderosa Music RecordsTutta Vita Live di Stefano Bollani con la formazione All Stars, ovvero una schiera di fuoriclasse del jazz (e non solo) come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, insieme a tregiovani talenti: Frida Bollani Magoni, in arte Frida, Matteo Mancuso e Christian Mascetta.

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Il disco è stato registrato dal vivo durante il memorabile concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, momento culminante del film Tutta Vita di Valentina Cenni (Lucky Red) presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma e che, dopo un’anteprima il 22 marzo al Bif&st – Bari International Film Festival, nella sezione Pomeriggi al Petruzzelli, arriva dal 1° aprile in numerose città italiane per un tour nelle sale. Il nuovo album di Bollani è infatti un nuovo tassello per espandere ulteriormente l’esperienza di un progetto più articolato, che ha la sua genesi in una residenza artistica in cui questo straordinario ensemble si è riunito per una settimana, in una dimora storica di Gorizia, grazie all’idea di Valentina Cenni di raccontare attraverso la macchina da presa l’improvvisazione jazz come atto di vita, come spazio di relazione, di ascolto, di libertà creativa. Per celebrare – in questo tempo sospeso in una terra di confine, suonando quella musica che per sua stessa natura non ha confini: il jazz – la musica, l’incontro con l’altro la vita stessa. Questa esperienza di condivisione artistica e umana, dallo schermo si irradia verso lo spettatore, diventando così condivisione non soltanto fra gli artisti (e amici) ma soprattutto tra i musicisti e il pubblico, perché lo sguardo curioso ma discreto e rispettoso di Valentina Cenni mette a disposizione di chi guarda questa straordinaria quotidianità dell’ensemble – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere allo spettatore il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco. “L’improvvisazione è un modo di abitare il tempo: con presenza, ascolto, fiducia”, racconta Valentina Cenni, “In Tutta Vita, abbiamo vissuto la creazione come spazio condiviso, dove l’incontro diventa musica e l’istante rivela, con dolcezza, il senso del cammino”.

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Valentina Cenni e Stefano Bollani (foto di Azzurra Primavera)

L’album non è però la colonna sonora del film. Al contrario, il disco inizia dove finisce il racconto cinematografico. Undici tracce che vanno dall’inedito brano iniziale, Tutta Vita, appositamente composto da Stefano Bollani per il progetto, a due celebri composizioni firmate da Enrico Rava – Certi angoli segreti Theme for Jessica –e già eseguite in passato, in diverse occasioni, da Rava e Bollani. All’interno di questo perimetro, una tracklist che attinge da musiche provenienti da diverse parti del mondo e da varie epoche, scelte tanto dai vari repertori popolari e tradizionali, quanto dai percorsi di grandi autori della storia della musica. Tutte pensate, vissute e suonate come un volano, un punto di partenza per aprirsi verso molteplici direzioni, guidati dall’estatico piacere dell’improvvisazione, via maestra di ogni grande jazzista. L’approdo è una nuova vita, assolutamente unica e contemporanea, donata alle composizioni originali. Una nuova vita che trasuda energia, amore per la musica e per il suonare insieme. C’è la Grecia di Yerakina, famosa canzone popolare originaria della regione della Macedonia, la cui melodia aveva incantato anche gli Area di Luglio, agosto, settembre (nero) e, in seguito, un artista ribelle e apolide come Daniele Sepe. La Romania di Bun ii Vinul Ghiurghiuliu, brano folkloristico che celebra il vino, la gioia di vivere e l’amore; la Turchia di Nihavend Longa, strumentale del repertorio classico ottomano attribuito alla compositrice Kemani Kevser Hanım, vissuta a cavallo fra XIX e XX secolo; ma anche l’America di Billy Boy, tradizionale filastrocca statunitense per bambini che dall’Ottocento a oggi ritroviamo in vari ambiti musicali. Poi, la Russia di Song Of The Indian Guest, canzone dall’opera ottocentesca Sadko di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakovche si fonde con l’Argentina di El Choclofamoso tango della cosiddetta “Guardia Vieja” scritto nel 1903 da Ángel Gregorio Villoldo Arroyo. Così come Retrato Em Branco e Preto, brano del 1965 di un monumento come Antônio Carlos Jobim incontra When I’m Laid in Earth, (nota anche come Il Lamento di Didone), celeberrima aria barocca dall’opera Didone ed Enea, composta tra il 1683 e il 1688da Henry Purcell. La nota familiarità di Stefano Bollani con il repertorio classico consente poi anche di reinterpretare anche The Old Castle – brano dalla suite pianistica Quadri di un’esposizione, composta da Modest Petrovič Musorgskijnel 1874 – e Plaisir D’Amourcelebre romanza francese del 1785 composta da Johann Paul Aegidius Martin, immortale melodia citata anche da Elvis Presley in Can’t Help Falling in Love. È una selezione di musiche compiuta seguendo soltanto il sentimento, senza nessuno schema prestabilito e freddamente ragionato, con lo scopo primario di creare collegamenti, legami, ponti. In questo incessante ed entusiasmante moltiplicarsi di ponti, il primo, che sta alla base di tutto il progetto di Valentina Cenni e Stefano Bollani, è il ponte che unisce musicisti di diverse generazioni, che mette al fianco di Bollani, Rava, Fresu, Tavolazzi, Sepe e Gatto, i giovanissimi Frida, Mascetta e Mancuso. “Del resto la musica improvvisata è il genere per eccellenza che fa da ponte fra generazioni diverse, cosa che nel jazz succede spessissimo” afferma Bollani, pensando al divario fra gli 86 anni compiuti di Enrico Rava e i 21 anni di Frida Bollani Magoni, fra i più giovani quella – per ovvi motivi – “con cui suono fin da quando era piccola, anche se sul palco ci incontriamo di rado”. Mentre Matteo Mancuso e Christian Mascetta sono le più recenti scoperte, “con i quali ho avuto qualche occasione di suonare negli ultimi anni. Gli altri grandi musicisti”, continua Bollani, “su una precisa proposta di Valentina, sono stati coinvolti come migliori rappresentanti delle diverse anime della musica di improvvisazione e sono alcuni fra i musicisti con cui ho suonato di più nel corso della mia carrieraMa, prima di tutto, sono gli amici di una vitaQuesto progetto per me è stata un’occasione meravigliosa: stare un’intera settimana insieme ai musicisti che amo di più ma che purtroppo vedo raramente perché ognuno è preso da mille impegni”. Questo senso dell’amicizia e questo amore per la musica sono le componenti costanti che emergono da ogni singola nota di Tutta Vita Live.

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Stefano Bollani All Stars- Tutta Vita Live (foto di Guido Harari)

Bollani sarà in tour con Tutta Vita Live, con la formazione All Stars, il 6 giugno alla Rocca Brancaleone di Ravenna per il Ravenna Festival, il 29 giugno nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” a Roma, il 6 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS), il 9 luglio a Perugia per Umbria Jazz. Ma l’eclettico artista milanese si esibirà dal vivo anche con altri progetti. Il 29 maggio Bollani ritorna al Teatro Politeama Rossetti di Trieste (dove lo scorso anno ha debuttato Tutta Vita Live) ma questa volta con una nuova tappa del tour Piano Solo, uno spettacolo che rinasce ogni sera con un repertorio sempre inaspettato in cui il flusso musicale è governato dall’estro del momento, saltando fra i generi e le epoche, dalla musica classica al jazz ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa: un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione, creatività e una grande chimica con il suo pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste. Il 29 luglio il tour Piano Solo farà tappa in Sardegna al Dromos Festival di Tharros (Cabras). Il 7 giugno l’Opera Teatro Carlo Felice di Genova ospiterà il concerto che riunisce sullo stesso palco Stefano Bollani, Danilo Rea e Dado Moroni per un progetto fondato su improvvisazione, ascolto e profonda complicità artistica. Il 3 luglio, in occasione della 50° edizione di Monfortinjazz, nel suggestivo scenario en plein air dell’Auditorium Horszowski a Monforte d’Alba (CN) Stefano Bollani salirà sul palco insieme a Enrico Rava per una rappresentazione plastica e sonora del profondo e duraturo legame fra due icone della scena musicale internazionale. Inoltre, il 18 luglio, nella cornice unica di Piazza del Campo a Siena, Stefano Bollani, in occasione dell’anteprima di Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, sarà ospite dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding per l’ormai celebre Concerto per l’Italia, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, nato nel 2021 grazie alla volontà dell’Accademia Chigiana di celebrare il ritorno alla musica dal vivo dopo il periodo della pandemia.