Giorgio Albanese – When time slipped away (Dodicilune Dischi Ed600)

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Tra melodia mediterranea e slanci jazz, un progetto internazionale registrato tra Boston e New York: nativo della splendida Ostuni, per questo suo nuovo progetto discografico ha attivato un quartetto base con tre fiati e voce che abbiamo definito internazionale anche per motivi geografici. Infatti in formazione troviamo Ethan Klotz (US) e Juanito Saus (SP) ai sassofoni, Tino Erdos (FRA) al trombone, Mahya Hamedi (IR) alla voce, Domas Zeromskas (SLO) al piano, Stefano Battaglia (ITA) al contrabbasso, Nitzan Birnbaum (ISRL) alla batteria e con la speciale partecipazione in alcuni brani di Rafael Heredia Horimoto (JPN) alle percussioni, Queralt Giralt (SP) al violoncello e Yuval Agam (US) come flautista. Un album questo When time slipped away che dimostra la sua vena creativa, ma anche (e soprattutto) l’alchimia che deve stare alla base di ciascuna vera collaborazione: la riprova nella leggerezza narrativa della iniziale Chi-chi, mentre Meta blues è un delicato esercizio stilistico in cui la partitura varia e si autorigenera, ma la curiosità più forte è (oltre che in Schizofrenie) in Get There. Il brano che preferisco? Forse, anche perché mi ricorda la mia gioventù passata nelle emittenti radiofoniche, dove (prima di trasmettere) passavo delle ore a pescare a caso nell’immenso archivio polveroso dei vinili, qualche volta aiutato dai conduttori più grandi, sempre pronti a suggerirti qualche produzione di cui non conoscevo nemmeno la copertina. Per davvero in Get There mi sembra di scorgere tratti di quella collaborazione tra un fisarmonicista come Gianni Coscia ed il mondo della discografia importante (spesso in collaborazione con l’amico Umberto Eco), ma in mente vengo martellato da un vecchio filmato sul Newport Jazz Festival dove a primeggiare c’era Leon Sash. Molto interessante è la trama dei suoi ospiti al servizio di un brano dal vago sapore pugliese (magari cozze e patate) come Thinking About You, se non gli stessi panzerotti fritti di Ostuni: parole di una vaga divagazione culinaria, solo per sottolineare un leggero sapore folk in un brano che ha anche potenzialità radiofoniche non indifferenti. Per comprendere la mission del disco (e soprattutto l’humus su cui nasce) affidiamoci alle testuali parole di Giorgio Albanese, inserite nel package interno alla bella confezione del cd, come tutti quelli che escono dalla mente di Maurizio Bizzochetti e della sua etichetta Dodicilune DischiQuesto progetto nasce da un’esigenza autentica: trovare un suono che rappresenti un percorso personale e musicale durato anni. Un suono che racchiuda le mie radici italiane e l’esperienza profonda vissuta negli Stati Uniti, che oggi sento come la mia seconda casa. La musica che ho scritto cerca un equilibrio tra melodie mediterranee, calde e viscerali, e un linguaggio jazzistico aperto, contemporaneo, capace di attraversare confini. Un riflesso diretto del mio percorso umano e artistico ..

Tracklist di questo disco: Chi-chi 5:54, Synthetic happiness 5:47, Thinking about you 5:05, Meta blues 6:16, Schizofrenie 7:18, Get there 5:03, Unconditionally 5:09.