Rallentare, togliere, arrivare all’essenziale: intervista con il chitarrista classico Gian Marco Ciampa ..

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La Piana di Castelluccio di Norcia è un luogo importante, perché è dove passa ogni Natale da quando é bambino: ma con il nuovo progetto discografico, si è spinto più a Nord sino all’Islanda per trovare un termine che fermi il momento e quasi lo cristallizzi. Intervistarlo è stato un momento in cui il rispetto verso Madre Natura è diventato forte e pungente ..

Bentrovato a Gian Marco Ciampa: logico chiederti subito come è nata l’idea che sta alla base di Nuna …L’ep nasce da un’esigenza molto personale: rallentare, togliere, arrivare all’essenziale. Dopo anni di concerti e tournée, ho sentito il bisogno di uno spazio più intimo, in cui la musica potesse esistere senza sovrastrutture. Il titolo, che in islandese significa “adesso”, racchiude proprio questo: un tempo sospeso, un presente assoluto in cui suono, silenzio e respiro convivono. È un progetto che guarda al minimalismo e alle atmosfere nordiche, ma attraverso la lente della chitarra classica, che resta sempre il mio centro.

Foto di Claudia Pajewski
Ricordo con Erica Piccotti il trionfo a LazioSound 2022 .. È stato un momento molto importante, non solo per il riconoscimento, ma perché ha rappresentato una tappa di passaggio. Esperienze come quella ti danno visibilità, ma soprattutto ti aiutano a capire in che direzione vuoi andare. In un certo senso, Nuna nasce anche da lì: dal desiderio di trasformare quell’energia in qualcosa di più personale e profondo.

Bellissima l’ambientazione in cui avete girato il videoclipGrazie, per me era fondamentale che l’ambiente non fosse solo uno sfondo, ma parte integrante del progetto. Abbiamo scelto la neve e un paesaggio naturale molto essenziale perché riflettono perfettamente il suono che stavamo cercando: rarefatto, silenzioso, quasi immobile. In quel contesto, ogni gesto e ogni nota acquistano un peso diverso. La natura diventa una presenza viva, con cui la musica entra in dialogo. Inoltre la Piana di Castelluccio di Norcia è un luogo per me importante dove passo ogni Natale da quando sono bambino, quindi ha anche per me un valore unico.

In islandese Nuna significa “adesso”, ma in coreano vuol dire “sorella maggiore”: lo usano i maschi quando si rivolgono con rispetto ad una donna e credo che possa essere anche qualcosa che va bene anche per voi .. e per il rispetto che avete esternato verso Madre Natura… È una coincidenza molto affascinante. Anche se il riferimento diretto è all’islandese, trovo bello che in un’altra cultura la parola porti con sé un’idea di rispetto, di relazione e di cura. In fondo, Nuna è anche questo: un invito ad ascoltare con attenzione, a creare uno spazio di rispetto verso la musica, verso il silenzio e, come dicevi, anche verso la natura.

Dopo questa serie di presentazioni, cosa avete in programma per promuoverlo? E’ previsto un tour?
Il progetto sta iniziando ora il suo percorso ed il 2 Aprile saremo a Milano, alla Casa degli Artisti. Saranno due attimi molto importanti, pensati come esperienze d’ascolto intime, in linea con lo spirito del progetto. Parallelamente, sto lavorando alla diffusione dei singoli e dei contenuti video, che sono parte integrante del racconto di Nuna.