Massaroni Pianoforti – Tempi anomali per un recinto di polli (Il Piccio Records 011 CD)

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Sognare un recinto di polli (o un pollaio) è un’immagine onirica legata alla sfera familiare, alla protezione (e gestione) delle proprie risorse quotidiane: in psicanalisi se il recinto è pieno di uova (o pulcini), allora simboleggia prosperità, nuovi inizi e il frutto del proprio lavoro. Ma come incrociare tutto questo con la scrittura del cantautore Massaroni Pianoforti? Semplicemente seguendo il suo ragionamento che viene utilizzato per descrivere un periodo storico o artistico inusuale o fuori dagli schemi: il tutto ovviamente portato sul pentagramma e quindi presentato nella forma della canzone tradizionale, figlia delle belle cose seminate tra gli anni’60 ed i ’70 da forti comunicatori, Lucio Battisti in primis o Franco Fanigliulo di Mi sono scordato di me, suo primo lp. Pubblicato a Gennaio 2026, Tempi anomali per un recinto di polli contiene 11 brani e si potrebbe pensare ad uno sfogo teatrale del progetto o financo l’idea di fare di questo album un progetto concept, lontano dalla mera presentazione di canzoni, una dietro l’altra. In una recente intervista, Massaroni Pianoforti ha puntato il dito verso coloro che in tv si atteggiano da luminari e poi non sono neanche laureati, pronti a parlare sia di traffico come di mattonelle o financo dei confini delle galassie! Il suo j’accuse è preciso: quando rispondono ad una domanda, ciò che dicono di fare in realtà è per un loro interesse, non certo per noi che li stiamo ad ascoltare. Da qui l’invito a penalizzarli nel modo più semplice: cambiando canale e vi basterà schiacciare un tasto sul vostro telecomando. Con la complicità di suo fratello Andrea e dal produttore abruzzese Andrea “Giamba” Di Giambattista, l’iperattivo Massaroni Pianoforti (alias Gianluca Massaroni, cantautore e accordatore di pianoforti originario di Voghera) ci invita ad uscire dalla nostra gabbia (o recinto dorato) per affrontare il più bello degli sport: il dialogo con altri esseri umani, come ci racconta il brano con cui inizia Tempi anomali per un recinto di polli. Anche in E’ solo andare si ipotizza il piccolo trauma che si può dover vivere, se ci incamminiamo verso una metà di cui non si conosce il punto di arrivo: se imposti un percorso su Google Maps, quando sei arrivato la voce gentile ti fa presente se si trova sulla tua destra o sulla tua sinistra. E se non ci viene detto, dobbiamo per forza cadere nel panico? Ma non basta fare un piccolo respiro e guardarsi attorno? Con la dovuta calma (instillata dal tappeto sonoro di questo disco), le tossine spariscono e pure le paranoie: fidatevi, perché quella che state vivendo non è una Terza Guerra Mondiale, ma la routine della nostra normale esistenza, fatta di bollette che arrivano, piatti che si rompono in lavastoviglie, yogurt scaduti in frigorifero e voi non siete San Francesco che dovete per forza mettere in pratica uno dei suoi più celebri suggerimenti ossia Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova: potete anche non rispondere sempre allo squillo dello smartphone o sprofondare in poltrona, avvolto da coperte e briciole di popcorn!

Tracklist di questo disco: Poveri figli 3:29, Inverno 0:34, Perdersi al centro di Bologna 5:10, Primavera 0:37, Liquirizia 3:39, Estate 0:37, Via d’uscita 3:50, Autunno 0:31, È solo andare 3:48, Uh, che grande novità! 1:33, Quando canto (canzoni poco note) 6:17.