La morte di Gianfranco Caliendo, il poeta capellone dall’animo che grondava miele

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Cantautore, chitarrista e fondatore de Il Giardino dei Semplici: con il braccio ingessato al Festival di Sanremo 1977, abilmente nascosto sono un costume medioevale nessuno si accorse di quello che gli era accaduto. Ci eravamo sentiti spesso negli ultimi anni, perché aveva ripreso alla grande la carriera artistica ed il suo libro autobiografico Memorie di un capellone. Luci ed ombre di un successo anni ’70 aveva suscitato interesse, così come l’Accademia che a Napoli porta il suo cognome e che è rivolta alle nuove generazioni. Il suo più recente singolo (con videoclip) è stato Le Parole.

Dopo aver lasciato Il Giardino dei Semplici nel 2012, ha proseguito come solista e con la Miele Band: aveva 70 anni ed al suo attivo ci sono ben quattordici album, con alcuni hit apprezzati da più generazioni (ed in tutto il mondo) come M’innamorai, Vai, Tu ca nun chiagne, Concerto in La Minore ed …E amiamoci: con Turuturu (cantata al Festival di Sanremo 2001 dalla figlia Giada insieme a Francesco Boccia) il suo ritorno sul palco del Teatro Ariston. Con le lacrime agli occhi, vado a rileggermi un suo messaggio del 3 Novembre 2024, in cui mi scriveva testualmente .. Complimenti sempre per la vostra opera di divulgazione, specialmente per quanto concerne gli esordienti o gli artisti emergenti. Questo è vero giornalismo musicale…Ti auguro una buona Domenica, Giancarlo …