The Niro – La Nascita (Esordisco ESOCD2501)

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La speranza danza intorno a lui, come emerge dal brano Ulisse, di cui è disponibile un bel videoclip: tra sirene e canti clandestini, questo cd è già stato recensito dal nostro Silvio Mancinelli, ma ho voluto dire anche la mia, semplicemente perché mi sono ritrovato a canticchiare un paio di brani. E questa è la dimostrazione della bontà della sua scrittura e di testi che indubbiamente hanno cose da dire e che Davide Combusti (questo il vero nome di The Niro) ha definito come .. un viaggio pieno di dolore e bellezza. Come la vita .. così come ci ha raccontato il singolo Borderline, uscito per lanciare l’album La Nascita. Se siete rimasti colpiti dalla copertina (raffigura un neonato in posizione fetale, dalla cui testa partono delle radici che si ricongiungono ai suoi piedi), è bene fare assieme i complimenti all’artista romano, perché l’intero progetto grafico del suo quinto album è opera sua! Onirico, ripetitivo in alcuni suoni, etereo come se fosse un karma: queste le peculiarità de La Nascita, progetto che scava a fondo nell’animo dell’artista, ma che magicamente abbraccia tutto il mondo, perché gioia e dolori sono pane quotidiano nella vita dell’essere umano da diverse migliaia di anni. Il produttore esecutivo risulta essere Paolo Cimino, ma credo che ogni step sia stato cogitato, prodotto ed arrangiato da The Niro, tra l’altro musicista per ogni strumento di cui si percepisce il suono: solo nel brano Amsterdam ci viene comunicato che la chitarra è suonata da Federico Mantova, tra l’altro regista del videoclip che vi ho suggerito prima. Come cantavano i francesi Noir Desir nella celebre Le vent nous portera, è proprio questo elemento della natura che (non solo ci scompiglia i capelli), ma ci sconcerta, spiazza, riduce ai minimi termini con la carezza e la mitraglia, con questa piaga che ci tormenta: malinconiche speranze e languidi cammini sono all’interno di molti brani che potrebbero appartenere anche al repertorio dei Costeau e financo dei Radiohead, come ben ha sottolineato nella sua recensione Silvio Mancinelli. Se tra le vostre letture preferite vi sono dei poeti decadenti, allora La Nascita fa per voi: provate ad ascoltare un brano come Rainy Days o anche Nessun rimpianto, mentre rileggete (per la centesima volta) Art poétique di Paul Verlaine o Correspondances di Charles Baudelaire, oppure state ostinatamente ritornando a comprendere come mai La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio è tuttora un must e soprattutto evergreen.

Tracklist di questo disco: La nascita, Nessun rimpianto, So odd, Bergman, My desires, Tarantola, I have a dream, Bordeline, Amsterdam, Ulisse, Rainy days.