Dal 10 aprile 2026 Roma accoglie la terza edizione di “Musica fuori binario“, una rassegna che invita ad abbandonare le rotte prevedibili per lasciarsi guidare da sonorità che attraversano confini geografici e culturali. Dopo le prime due edizioni ospitate nel quadrante est della città, il progetto si sposta nel cuore pulsante della capitale, trovando casa a Trastevere negli spazi rinnovati del Pasquino Art Center, luogo che unisce memoria e contemporaneità, un tempo sala cinematografica e oggi centro dedicato a concerti, performance e proiezioni.

L’idea alla base della rassegna resta quella di costruire un percorso per ascoltatori curiosi, aperti a esperienze musicali che mescolano tradizione e ricerca, radici popolari e nuove visioni. Tre appuntamenti, tutti di venerdì sera, compongono un programma compatto ma denso, pensato come un piccolo viaggio attraverso alcune delle espressioni più intense della world music contemporanea. Ad aprire il ciclo, il 10 aprile, è Maria Mazzotta, voce tra le più riconosciute della scena europea, che porta in scena “Amoreamaro”. Il concerto si muove tra le pieghe dell’amore in tutte le sue sfumature, da quelle più luminose a quelle più oscure, attraverso un intreccio di brani della tradizione e composizioni originali. La sua interpretazione, viscerale e profondamente emotiva, trasforma il canto in un’esperienza quasi catartica, capace di mettere in relazione linguaggi e culture diverse. Il secondo appuntamento, il 17 aprile, vede protagonista Luisa Briguglio con “Truvatura”, lavoro che segna il suo debutto discografico e che le è valso importanti riconoscimenti come il Premio Andrea Parodi. Il suo concerto è un attraversamento poetico tra Sicilia e Marsiglia, dove il dialetto diventa strumento espressivo e ponte tra tradizioni. Le sue canzoni si muovono tra memoria e presente, raccontando solitudini, partenze e ritorni, in un dialogo continuo tra musica d’autore e narrazione. A chiudere la rassegna, il 24 aprile, saranno i Vesevo con “Tien’ ’a ment’”, un progetto che affonda nelle radici della cultura campana per restituirne una versione contemporanea e potente. Il trio costruisce un’esperienza sonora che ha il ritmo di un rito collettivo, dove percussioni, violino e voce si intrecciano in un flusso ipnotico, capace di evocare una dimensione arcaica e allo stesso tempo attuale. Musica fuori binario si conferma così come uno spazio di ricerca e incontro, capace di valorizzare artisti che lavorano sui confini tra tradizione e innovazione. La direzione artistica di Domenico Coduto guida un progetto che mette al centro la qualità e la coerenza del percorso, sostenuto da una rete di realtà indipendenti e da partner attenti alla diffusione della musica di ricerca. In un panorama spesso dominato da circuiti più prevedibili, la rassegna si distingue per la capacità di proporre esperienze intime e immersive, dove il pubblico è chiamato non solo ad ascoltare ma a lasciarsi attraversare dalla musica. Tre serate che diventano così tappe di un itinerario emotivo e culturale, nel segno di una libertà espressiva che continua a trovare nuovi spazi nel cuore della città.