Diavola: esordio per la vocalist Gabrielle Cavassa

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La pluripremiata vocalist Gabrielle Cavassa debutta a suo nome su etichetta Blue Note: Diavola è un album (disponibile in digitale, CD e LP) che svela la sua versatilità come bandleader, autrice e soprattutto interprete coraggiosa, in grado di affrontare repertori molto lontani da loro (e quello italiano – cantato nella nostra lingua, con seducente accento – fa la parte del leone: c’è anche Luigi Tenco) con grande rispetto e sensibilità. Co-prodotto da Joshua Redman e Don WasDiavola è una raccolta di brani originali e magnifici arrangiamenti affidati ad un cast straordinario: Jeff Parker alla chitarra, Larry Grenadier al contrabbasso, Brian Blade alla batteria, Paul Cornish al pianoforte e il già menzionato Joshua Redman al sassofono tenore.

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“Ho un profondo rispetto per le canzoni e voglio davvero onorarle nel modo migliore”, dice Cavassa. Da grande (e confessa) fan di Billy Eckstine, Cavassa mostra un felpato senso dello swing nel singolo principale dell’album, “Prisoner of Love“, dove le dinamiche e le pause valorizzano al meglio il testo. “Essere moderni è importante per me”, dice, “ma la verità è che parto da una vera e radicata tradizione. E adoro davvero cantare quei brani”. Ora assertivo, ora introspettivo, Diavola sovverte le regole dell’autoritratto. L’album parla della coesistenza fra angelo e diavola — una dinamica centrale nella personalità (non solo artistica) di Cavassa — mostrando il dualismo tra possessione e arrendevolezza, tra urgenza e distensione. “Non sono disposta a rinunciare a nessuno dei due”, dice Cavassa, “o quanto meno non ci sono riuscita”.

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L’album mette anche in luce il fondamentale sodalizio di Cavassa con Joshua Redman, che l’ha convocata sia in studio che in tour in occasione del suo album di debutto su Blue Note, where are we, pubblicato nel 2023. “È una storia degna di Cenerentola”, dice Gabrielle, che ha iniziato a lavorare con Redman dopo che il suo manager l’aveva sentita esibirsi durante un matrimonio a New Orleans. “È stato un cambiamento di vita così scioccante”, dice. “Era un’opportunità così rara, come cantante, poter andare in tour a quel livello. E, nel jazz, è un rito di passaggio”. Was e Redman hanno lavorato in concerto con Cavassa fin dagli albori dell’album. Mentre Redman si concentrava sui dettagli della produzione, Was si dedicava all’impatto sugli ascoltatori. Insieme, gli artisti hanno dato il ritmo al tutto mentre le interpretazioni di Cavassa prendevano forma tra toni e colori. “Josh è stato con me in ogni passo,” dice. “È stato di supporto e mi ha infuso fiducia lungo tutto il processo. E Don contribuiva con saggezza maturata grazie ad un’esperienza assolutamente unica.”