Birthh torna con il suo primo album in italiano

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Dopo tre album in inglese con cui ha costruito nel tempo un rapporto solido con la critica internazionale, Birthh inaugura una nuova fase del proprio percorso con “Senza fiato”, il primo lavoro interamente in italiano, pubblicato il 24 aprile per Carosello Records. È un passaggio che non ha nulla di ornamentale, ma nasce da un’urgenza precisa: raccontare con maggiore immediatezza una condizione esistenziale sospesa tra due mondi, l’Italia e New York, e provare a dare forma a un’identità in costruzione dentro un presente attraversato da tensioni globali e personali.

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Il disco prende forma proprio a New York, e in particolare a Brooklyn, dove l’artista vive da diversi anni. È qui che la scrittura in italiano diventa necessaria, quasi inevitabile, per restituire la complessità emotiva di chi lascia casa inseguendo una possibilità, trovandosi poi a fare i conti con il peso delle scelte e con una realtà che alterna fascinazione e spaesamento. “Senza fiato” è il risultato di questo movimento continuo, una corsa che attraversa paesaggi fisici e interiori, tra asfalto e nostalgia, tra rumore urbano e momenti di quiete improvvisa. Co-prodotto dalla stessa Birthh insieme a Chef P, l’album si muove liberamente tra cantautorato italiano, alternative pop e suggestioni urban internazionali. Non c’è mai la volontà di aderire a un genere preciso, quanto piuttosto di riflettere un ecosistema sonoro fluido, figlio della contaminazione costante che caratterizza la scena newyorkese. Le tracce si sviluppano come frammenti di un diario emotivo, in cui convivono inquietudine e gratitudine, senso di perdita e capacità di stupirsi ancora di fronte a dettagli minimi, come un tramonto osservato nel mezzo di una vita in accelerazione. Il ritorno alla lingua madre diventa così un gesto identitario pienamente consapevole. Non si tratta solo di cambiare codice espressivo, ma di esporsi in modo più diretto, accettando la vulnerabilità che deriva dal raccontarsi senza filtri. Le canzoni attraversano territori emotivi complessi, dando voce a una generazione che fatica a trovare punti di riferimento stabili e che spesso percepisce il futuro come qualcosa di distante e sfuggente.

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Questa nuova fase troverà una dimensione concreta anche dal vivo, a partire dalla partecipazione al Concerto del Primo Maggio di Roma, per poi svilupparsi in un lungo tour estivo che segna il ritorno dell’artista sui palchi italiani dopo diverse esperienze internazionali. Il viaggio prende il via il 15 aprile a Bologna, prosegue il 17 aprile a Salerno, arriva il 23 maggio a Milano e il 29 maggio torna a Roma per lo Spring Attitude Festival. A giugno il tour continua il 6 a Caserta e il 12 a Bra, mentre a luglio tocca il 12 la Riserva dei Giganti della Sila in Calabria, il 15 Arezzo, il 24 Lanzo Torinese, il 30 Sala Consilina e il 31 Locorotondo. Dopo l’estate, il calendario riprende a settembre con una data a Trento ancora in via di definizione e si chiude il 20 settembre a Torino. Ad accompagnarla ci sarà una nuova band, selezionata attraverso un open call che ha raccolto centinaia di candidature, a conferma di un approccio partecipativo e contemporaneo anche nella costruzione della dimensione live. Sul palco, i brani di “Senza fiato” si trasformano, ampliando la propria intensità tra momenti raccolti e aperture più elettroniche, in un dialogo continuo tra passato e presente. La traiettoria di Birthh, iniziata con “Born in the Woods” e proseguita con “Whoa” e “Moonlanded”, trova così un nuovo punto di equilibrio. Se i lavori precedenti esploravano un immaginario spesso sospeso tra sogno e realtà, questo nuovo capitolo affonda con maggiore decisione nella concretezza dell’esperienza, senza rinunciare a quella dimensione emotiva stratificata che da sempre caratterizza la sua scrittura. “Senza fiato” non è solo un cambio di lingua, ma un cambio di prospettiva: più vicino, più esposto, più necessario.