Folk emozionante che fa l’amore con la nobile canzone d’autore: Antonio Pascuzzo è una personalità originale nella cultura italiana, essendo anche un avvocato cassazionista e direttore artistico. Torna con questo lavoro intitolato La tela di Pascouche ad oltre dieci anni dal precedente disco Pascouche e qualcosa di più dall’emozionante Rossoantico: poiché la sua vena poetica tratta argomenti di stretta attualità (della sua sfera personale), è bel gioco (venato di cultura ossimora) il guardarsi alle spalle ed ad un passato di cui indubbiamente abbiamo nostalgia. Ciò diventa evidente anche dalla grafica del nuovo disco. Infatti oltre ad ispirarsi al gioco dell’oca (celebre momento collettivo da tavolo, con un tabellone di 63 caselle, due dadi e una pedina per ogni giocatore), nella back cover i 9 brani vengono divisi in un lato A ed un lato B, come si faceva ai tempi in cui erano i 33 giri a condizionare la nostra vita di melomani. In questo mi ricorda molto il celebre album Elisir di Roberto Vecchioni, pubblicato nel 1976 e che appunto presenta un prezioso gioco dell’oca, opera di Mario Vivono che elabora un’idea di Michelangelo Romano: ma questo apparentamento è dentro anche i brani, perché Il Ponte degli Amanti starebbe bene nel capolavoro di Vecchioni inserita dopo la poesia di Un uomo navigato o prima de Il suonatore stanco. Come singolo è stato scelto Capra, una filastrocca con l’artwork realizzato da tre studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, con l’intento di omaggiare lo stile del Signor Bonaventura di Sergio Tofano: come potete intuire, sono tutte piccole cose artistiche che vanno nella stessa direzione ossia quella di farci ulteriormente amare le tante varietà cromatiche che la tela (abilmente citata nel titolo del disco) ci porta in dote, sia quando si narra della relationship tra un muto ed un menestrello o quando si fanno ricerche (con l’ausilio di Simona Sciacca) tra tutti questi malandati che vivono in un condominio. Con l’attivo Francesco Forni invece la narrazione di Antonio Pascuzzo omaggia la filosofia ed il brano Il tempo che mi serve chiude degnamente un bel disco, sperando che il seguente non arrivi tra 2 o 3 lustri. Non ce lo possiamo permettere!
Tracklist di questo disco: LATO A Cavalli, Il muto e il menestrello, Il ponte degli amanti, Rosa, Capra LATO B L’ultima Luna, Il condominio dei malandati feat. Simona Sciacca, La città dei supermercati, Il tempo che mi serve feat. Francesco Forni.
Antonio Pascuzzo – La tela di Pascouche (VivoDiMusica cd 2026)
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