Primogenito torna con Il mondo in quel cofanetto

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Primogenito pubblicherà venerdì il nuovo singolo “Il mondo in quel cofanetto”. Una leggenda partita da una stanza da letto: 63 milioni di condanne fa, Celsius (principe dell’Errore) e Arianna (dea del Senso di Colpa) s’incontrano e s’innamorano per caso. Cos’è, infatti, l’errore senza il senso di colpa? Con un atto destinato a ripetersi nel tempo, dalla loro evitabile e necessaria unione, nasce il mondo.  In una stanza da letto. La sensazione di eterno vuoto, un errore e il suo senso di colpa, viene immagazzinato alla fine in un cofanetto di porcellana.

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21 anni, semplicità ma anche profondità nei testi che compone: il giovanissimo cantautore Primogenito, dopo la firma con EMI Records Italy (Universal Music Italia), ha pubblicato il suo singolo “Principessa della ferraglia”. L’artista è atteso anche come performer al festival MIAMI 2026 a Milano e al concertone del 1° maggio in piazza San Giovanni a Roma. Il mondo musicale di Primogenito fonde la canzone italiana cantautorale con la cultura musicale anglosassone e americana (Tally Hall, Will Wood). Il suo modo di scrivere musica s’ispira direttamente a figure come Sergio Caputo, Ivan Graziani ed Edoardo Bennato. “Adoro utilizzare un lessico ricercato, non tanto dal punto di vista fonetico, ma di significato e di sensazioni che è in grado di provocare negli ascoltatori, anche attraverso parole sempliciracconta Primogenito. Lontano dal metodo d’Annunziano di usare un lessico ‘ermetico’ e di difficile comprensione, Primogenito predilige la semplicità lessicale e adora giocare con le parole: “le parole devono essere limitate, ma non limitanti”, prosegue l’artista. Classe 2004, è un cantautore della periferia romana, che si approccia al mondo della musica per la prima volta all’ età di 19 anni, quando con il singolo “potassio” nel 2023 dà inizio al suo percorso.  Nel 2024 esce un progetto basato sugli stereotipi della società moderna contenente il brano “Mario (alla tua età)”. Torna nel 2025 con “Scusa Caterina” un brano molto intimo che racconta il male dell’accondiscendenza in una relazione già affetta dalla piaga del disamore. Le sue sonorità sono un connubio tra passato e presente: per l’artista è importante che i suoi brani siano senza tempo. La sua musica unisce il modo di fare canzone dei cantautori italiani e britannici degli anni ’60, ’70 e ’80 a una scrittura moderna e diretta, capace di offrire immagini solide e vivide, più legate alle sensazioni che ai singoli concetti.