Matteo Alieno: fuori la versione in vinile di Stare al mondo

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A poco meno di un mese dalla sua uscita sulle piattaforme digitali, “Stare al mondo” di Matteo Alieno trova una nuova dimensione con la pubblicazione in vinile, disponibile dal 24 aprile. Un passaggio che non è solo formale, ma che restituisce al disco una fisicità coerente con la sua natura profondamente artigianale e narrativa, rafforzandone l’identità e ampliandone il racconto.

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Pubblicato lo scorso 27 marzo per Island Records, l’album si presenta infatti come un lavoro pensato per essere attraversato, sfogliato quasi, più che semplicemente ascoltato. Il formato fisico ne è la naturale estensione: al suo interno trova spazio una bonus track significativa, la cover di “Conoscersi in una situazione di difficoltà” di Giovanni Truppi, figura di riferimento per Alieno, la cui scrittura diventa qui un punto di dialogo e continuità. Accanto alla musica, il vinile contiene anche un elemento sorprendente e perfettamente in linea con l’immaginario del disco: una versione del gioco dell’oca, ideata da Davide Pierotti, che trasforma i temi dell’album in un percorso simbolico fatto di inciampi, ripartenze e tentativi di orientarsi. “Stare al mondo” è, prima di tutto, un disco che si muove dentro l’incertezza. Un lavoro che non offre risposte ma che si nutre di domande, costruendo un racconto dedicato a chi si sente fuori asse, a chi attraversa la vita con la sensazione di non avere mai del tutto le coordinate giuste. In questo senso, il titolo suona quasi ironico: più che spiegare come si sta al mondo, l’album racconta l’esperienza di chi non ci riesce, o almeno non nel modo in cui ci si aspetterebbe.

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Le canzoni si sviluppano come pagine di un diario esistenziale, in cui convivono ironia e malinconia, leggerezza e inquietudine. L’immaginario richiama quello di Ennio Flaiano e del suo “Un marziano a Roma“, evocando quella sensazione di estraneità che porta a oscillare tra il bisogno di essere riconosciuti e il rischio di scomparire. Alieno si muove proprio in questo spazio, dando voce a una generazione sospesa tra desiderio e disorientamento. Dal punto di vista sonoro, il disco si distingue per una forte coerenza interna pur nella varietà delle soluzioni. Le influenze del grande cantautorato italiano, da Lucio Dalla a Rino Gaetano, si intrecciano con un respiro più internazionale che guarda ai The Beatles, ai Beach Boys e a figure come David Bowie e Radiohead. Ne nasce un pop d’autore che si muove con naturalezza tra momenti più intimi e aperture più ampie, mantenendo sempre al centro la scrittura. Fondamentale in questo equilibrio è il contributo di Luca Caruso, con cui Alieno ha lavorato a Londra, dando forma a un suono completamente suonato, analogico, lontano da qualsiasi costruzione artificiale. È una scelta che restituisce autenticità e calore, lasciando emergere ogni sfumatura emotiva senza filtri. Tra i brani chiave spicca “Nessuno sa stare al mondo”, in rotazione radiofonica dal 1° maggio, scritto insieme a Fulminacci. Il pezzo nasce da un confronto diretto tra i due artisti, trasformando una sensazione condivisa di inadeguatezza in una dichiarazione generazionale. È una delle sintesi più efficaci del disco: un’ammissione sincera che diventa punto di contatto.