Jon Batiste annuncia tre nuovi album tra Mozart, Monk e improvvisazione contemporanea

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Jon Batiste torna a sorprendere il panorama musicale internazionale con l’annuncio di tre nuovi album in studio che confermano la sua vocazione artistica senza confini. Pianista, compositore e performer tra i più influenti della sua generazione, vincitore di Grammy®, Emmy e Premio Oscar, Batiste prosegue il suo personale dialogo tra musica classica, jazz, blues e improvvisazione contemporanea attraverso tre lavori che uniscono tradizione e sperimentazione.

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Il primo capitolo di questa nuova trilogia sarà “Black Mozart (Batiste Piano Series, Vol. 2)”, in uscita il 19 giugno 2026 per Decca Records. La data non è casuale: coincide con il Juneteenth, la giornata che negli Stati Uniti celebra l’emancipazione degli schiavi afroamericani. Un dettaglio simbolico che riflette pienamente il concept del disco, nel quale Batiste rilegge l’eredità musicale di Wolfgang Amadeus Mozart attraverso una prospettiva afroamericana, contaminata da jazz, ragtime, blues e stride piano. Secondo volume della sua “Batiste Piano Series”, il progetto prosegue il percorso iniziato con “Beethoven Blues”, album del 2024 accolto calorosamente dalla critica e dal pubblico. Ancora una volta, il pianista utilizza improvvisazione e composizione spontanea come strumenti centrali della propria ricerca musicale, abbattendo le barriere tra repertorio classico e linguaggi contemporanei. Batiste ha spiegato che il suo intento è quello di “promuovere una conversazione musicale tra Monk e Mozart con me seduto al pianoforte, rendendo loro onore con l’obiettivo di dare un contributo alle affinità che li accomunano”. Parlando di Mozart, l’artista lo descrive come “un pioniere che creò il proprio linguaggio musicale pur onorando i suoi predecessori”, aggiungendo che “come Thelonious Monk, per me un esempio moderno delle stesse qualità, Mozart era un meticoloso metafisico in grado di padroneggiare un senso per la logica che ancora oggi sfida ogni spiegazione”. Nel descrivere “Black Mozart”, Batiste sottolinea inoltre come il compositore austriaco abbia rappresentato un ponte verso la modernità musicale: “Assorbì tutto ciò che lo aveva preceduto ed era l’ovvio successore di Johann Sebastian Bach. Entrambi suonavano strumenti a tastiera, erano supremi improvvisatori e promotori dell’uso percussivo della mano sinistra. Se Bach era una base, Mozart era un ponte che alla fine portò alla modernità. Ho ideato un Mozart ‘Black’, infondendo la musica di influenze jazz, ragtime, stride e blues, mantenendo comunque l’essenza della musica classica”. La tracklist del disco comprenderà brani come “Alla Blues”, “Alla Turc Movement”, “Shine”, “Twinkle” e “Gospel Andante”. I primi due singoli saranno pubblicati l’8 maggio 2026.

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Ma il progetto di Batiste non si ferma qui. Il 14 agosto 2026 arriveranno infatti altri due capitoli della serie, questa volta dedicati a Thelonious Monk: “Monk Meditations” e “Monk Movements”, pubblicati da Verve Records. Secondo il musicista, un solo album non sarebbe bastato per raccontare la complessità dell’universo monkiano. I due lavori seguiranno infatti approcci differenti: “Monk Meditations” sarà una sorta di esperienza contemplativa e ambient ispirata alla musica di Monk, mentre “Monk Movements” trasformerà le composizioni del leggendario pianista jazz in ampie strutture virtuosistiche per pianoforte solo. Batiste non ha mai nascosto il proprio legame artistico con Monk, definendolo “il mio pianista preferito, non solo jazz ma in generale”. Nelle note di copertina racconta inoltre: “Anche prima di sapere chi fosse, ho iniziato ad avere alcuni degli stessi pensieri musicali che aveva lui. La musica di Monk allinea il mio cervello e la mia anima in modo molto speciale”. Il progetto si inserisce in un momento particolarmente prolifico per l’artista. “Beethoven Blues” ha dominato le classifiche Billboard dedicate alla musica classica e crossover, mentre il recente album “Big Money” ha conquistato il Grammy Award 2025 come Best Americana Album, portando a otto il totale dei Grammy vinti da Batiste. Parallelamente alla carriera discografica, il musicista continua anche il suo percorso nel cinema: dopo il successo ottenuto come compositore, lavorerà alla colonna sonora del remake di “The Thomas Crown Affair” diretto e interpretato da Michael B. Jordan. Con questa nuova trilogia, Jon Batiste conferma ancora una volta la propria capacità di reinventare il rapporto tra passato e presente, creando una musica che non appartiene a un solo genere ma dialoga liberamente con tutta la storia della tradizione occidentale e afroamericana.