A trent’anni dalla scomparsa di Mario Convertino, Milano rende omaggio a uno dei protagonisti più originali e visionari della grafica italiana del secondo Novecento con la mostra “Mario Convertino – Progettista dell’immaginario”, ospitata negli spazi dell’Atelier Ex-Cisterne della Fabbrica del Vapore dal 16 maggio al 14 giugno. Un’esposizione che non si limita alla celebrazione di un autore, ma riporta alla luce un’intera stagione culturale della città: quella Milano creativa, sperimentale e internazionale che tra gli anni Settanta e Novanta ha saputo anticipare linguaggi, estetiche e trasformazioni poi diventate centrali nella contemporaneità.

Curata da Convertino & Designers con la collaborazione di Re Nudo, la mostra si inserisce nel percorso che condurrà alla terza edizione de “Le Notti dell’Underground – Il Festival di Re Nudo”, in programma a giugno negli stessi spazi della Fabbrica del Vapore. Il percorso espositivo raccoglie materiali eterogenei che restituiscono la complessità della ricerca di Convertino: videoarte, fotografie, bozzetti grafici, disegni, sculture, copertine editoriali e soprattutto le iconiche cover discografiche che hanno segnato la storia della musica italiana. È proprio nel lavoro sulle copertine che il designer ha lasciato una delle tracce più profonde nell’immaginario collettivo. Convertino collaborò con artisti come Lucio Battisti, Franco Battiato, Pino Daniele, Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Angelo Branduardi, Zucchero, la PFM, Antonello Venditti, Ivan Graziani, Krisma e Pooh, trasformando la cover art da semplice elemento illustrativo a parte integrante dell’opera musicale. Le sue immagini non accompagnavano soltanto i dischi: ne interpretavano l’identità, traducevano visivamente suoni, atmosfere e tensioni creative, costruendo un dialogo continuo tra musica e arti visive. La mostra mette in evidenza anche il carattere multidisciplinare del suo lavoro. Convertino attraversò con naturalezza fotografia, pubblicità, grafica editoriale, videografica e televisione, sviluppando un approccio progettuale fondato sulla contaminazione tra media e linguaggi. Emblematica, in questo senso, fu l’esperienza di “Mister Fantasy”, programma cult che introdusse il videoclip in Italia e contribuì a ridefinire l’estetica televisiva degli anni Ottanta. In quel contesto Convertino elaborò una grammatica visiva nuova, capace di fondere sperimentazione grafica e cultura popolare.

Un ruolo fondamentale nella sua formazione e nella sua evoluzione artistica fu giocato dal contesto milanese. La città, in quegli anni, rappresentava uno straordinario laboratorio creativo in cui design, moda, editoria, pubblicità e arti visive dialogavano costantemente. Convertino si confrontò con figure come Elio Fiorucci, Gianni Sassi, Guido Harari, Bob Noorda, Italo Lupi, Albe Steiner e Bruno Munari, condividendo con quest’ultimo una concezione ironica, libera e sperimentale del progetto grafico. L’esposizione vuole quindi restituire non solo il profilo di un graphic designer di talento, ma quello di un autore capace di immaginare nuovi modi di comunicare e di interpretare il rapporto tra immagine e cultura. Come sottolinea Luca Pollini, direttore di Re Nudo, Convertino ha trasformato la grafica musicale italiana in uno spazio di sperimentazione culturale, anticipando una comunicazione interdisciplinare e profondamente immersa nel contemporaneo. Anche Patrizia Convertino insiste sull’idea di una mostra che non guarda al passato con nostalgia, ma apre un dialogo tra memoria e innovazione, tra supporti analogici e linguaggi digitali. In un momento storico segnato da una trasformazione radicale degli strumenti della comunicazione, recuperare e rileggere questo archivio significa preservare una parte fondamentale dell’estetica italiana e milanese che ha contribuito a definire un immaginario riconoscibile ben oltre i confini nazionali. “Mario Convertino – Progettista dell’immaginario” diventa così non soltanto una retrospettiva, ma un’occasione per riflettere sul ruolo delle immagini nella costruzione della cultura contemporanea e sulla capacità di alcuni autori di intuire, con largo anticipo, le direzioni del futuro.