Marco Cantini – Fermi così (Radici Music RMR 379)

Tempo di Lettura: 3 minuti

L’architetto / chitarrista fiorentino Marco Cantini sforna un quinto album davvero interessante di musica d’autore a sfondo sociale e financo politico! Ma il titolo di questo disco è una considerazione, un monito o un invito? In attesa di intervistare il Cantini, posso storicamente affermare che Fermi Così. 1969-1971 è il titolo di una nota raccolta di 38 opere pittoriche dell’artista e scenografo italiano Antonio Saliola, pubblicata anche in formato catalogo ed editoriale: quindi la copertina di questo disco edito dalla Radici Music è l’omonima opera del pittore bolognese, fatto questo che ci conforta sapere, perché sennò avrei fatto lunghe disquisizione sul concetto di statisticità, riflettendo sulla capacità di un edificio di rimanere in equilibrio stabile nel tempo, garantendo la sicurezza delle persone e la resistenza delle strutture. Facile perciò pensare a queste canzoni come pilastri di un pensiero del cantautore e sul valore che posso avere nel tempo, se hanno solide basi. Nel 1988 quando ero con lui in tour, Francesco Guccini mi disse che lui amava che le sue canzoni assomigliassero ai fazzoletti dei montanari: al mio viso che esprimeva curiosità, ha replicato con .. perché vuol dire che certe canzoni restano, non sono come fazzoletti di carta da buttar via .. Su questo canovaccio si muovono i brani di Fermi Così: pensieri alti e semplici, musica lineare ma dotta e tutta un’altra sequela di ossimori ed apparenti contrasti. Ma la nostra vita è fatta di queste alternanze, spesso risolvibili ma a volte ci sembrano iceberg che paurosamente stanno entrando in rotta di collisione. Spunta un sorriso quando a fine del primo ascolto canticchio la frase .. si tiene in tasca le istruzioni per l’uso .. che è nel terzo brano Fuoco, brano pieno di pathos e ricolmo di quei minuscoli j’accuse che Marco Cantini usa come se fossero i canonici “puntini sulle i”: non basta insomma riflettere o sentenziare, ma (dopo aver lanciato il sasso), bisogna pure il coraggio di battersi sul petto e dire perché siamo orgogliosi di avere detto (o fatto) una certa cosa! Un gesto simbolico ed espressivo che emerge in quasi tutti i brani, dimostrazione che la vena del cantautore ogni tanto si lascia ammaliare dal ruolo del poeta, ma questo non è affatto desueto o antipatico: nella conclusiva Milano (o nell’ecumenica Circobarnum), la sincerità interiore è un’affermazione di lealtà e onestà. Marco Cantini la assurge al ruolo di cartina tornasole, così preziosa come metodo immediato per misurare il pH di una soluzione: le rock ballad di Fermi Così sono fotogrammi di un vivere umano a cui manca solo il mezzo per comprenderne la bontà … anzi il suo ph acido! Se è troppo alto, è pericoloso: così come il vivere sregolato o il frequentare amicizie pericolose o tossiche! Priscila Helena Boaretti è la metà della mela per Mauro Cantini ed il suo apporto (anche per le foto) è davvero prezioso, così come aver registrato al Larione 10 ed aver coinvolto veri professionisti in questo disco, partendo da Gianfilippo Boni, il Quartetto Euphoria (Marna Fumarola violino, Suvi Valjus violino, Hildegard Kuen viola e Michela Munari al violoncello) e Francesco Fry Moneti.

Tracklist di questo disco: 1) There, The Moon (feat. The Quartetto Euphoria) 6:04 2) Sensi (feat. The Quartetto Euphoria) 5:49 3) Fuoco (feat. The Quartetto Euphoria) 5:46 4) Come (feat. The Quartetto Euphoria) 4:30 5) Tempo (feat. The Quartetto Euphoria) 4:28 6) Fermi! (feat. The Quartetto Euphoria, Rosario Campisi) 1:09 7) F. (feat. The Quartetto Euphoria) 4:22 8) Circobarnum (feat. The Quartetto Euphoria) 5:23 9) Albori (feat. The Quartetto Euphoria) 3:36 10) Milano(feat. Francesco Moneti) 4:04.