Il mondo del rock progressivo italiano piange la scomparsa di Pino Ballarini, storica voce de Il Rovescio della Medaglia. Il cantante, che aveva 76 anni, si è spento nella notte, dopo aver combattuto per quasi tre mesi contro le conseguenze di un grave ictus che lo aveva colpito all’inizio della primavera.

A darne notizia è stata la famiglia attraverso un commovente messaggio pubblicato sui social: “Con il cuore colmo di tristezza comunichiamo che il nostro amato padre, Pino Ballarini, è venuto a mancare questa mattina alle ore 02:00. Dopo una coraggiosa lotta durata quasi tre mesi contro le conseguenze di un ictus, ha finalmente trovato pace ed è ora in un luogo migliore. La sua perdita lascia un vuoto immenso nei nostri cuori, ma siamo grati per il tempo trascorso insieme, per i ricordi e per l’amore che ci ha donato”. Nel messaggio, i familiari hanno ricordato il legame profondo che Ballarini ha sempre avuto con la musica, definita una delle sue più grandi passioni e compagna di vita fino all’ultimo viaggio. I funerali saranno celebrati Lunedì 1° Giugno, alle ore 10, presso la chiesa di Valtopina (Perugia), mentre nelle prossime ore sarà possibile rendere omaggio all’artista presso la camera ardente. Tra i primi a ricordarlo pubblicamente sono stati due figure molto vicine al mondo del rock italiano. Guido Bellachioma, direttore della rivista Prog e curatore della mostra RomaSuona! ospitata al Palazzo delle Esposizioni, ha voluto rendere omaggio a uno dei protagonisti più rappresentativi della stagione d’oro del progressive nazionale. Al suo ricordo si è unito anche Luigi Di Fonzo, autore del volume Il Rock in Abruzzo, che con Ballarini condivideva le origini abruzzesi e una lunga amicizia nata dalla comune passione per la musica.

Pino Ballarini è stato uno dei frontman più riconoscibili del progressive rock italiano degli anni Settanta grazie alla sua esperienza con Il Rovescio della Medaglia, formazione nata a Roma alla fine degli anni Sessanta e diventata una delle realtà più importanti del rock progressivo europeo. La band raggiunse la notorietà con album entrati nella storia del genere come “La Bibbia” (1971), “Io come io” (1972) e soprattutto “Contaminazione“ (1973), considerato uno dei capolavori assoluti del progressive italiano. Quest’ultimo lavoro, realizzato con la collaborazione del compositore argentino Luis Enriquez Bacalov, univa rock, musica classica e sperimentazione sonora, anticipando linguaggi che avrebbero influenzato generazioni di musicisti. Con la sua voce potente e teatrale, Ballarini contribuì in maniera decisiva all’identità del gruppo, diventando uno dei simboli di una stagione artistica irripetibile che vide il progressive italiano conquistare appassionati ben oltre i confini nazionali. La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediatamente cordoglio tra musicisti, giornalisti e appassionati, che in queste ore stanno ricordando sui social non solo il cantante, ma anche l’uomo, apprezzato per la sua disponibilità, la sua passione e il profondo amore per la musica.