Tra jazz, fusion, world music e groove, Histoire D’un Enfant, nuovo album di Andrea Penna

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Gli otto brani di questo secondo disco (edito da Luminol Records) attraversano vari territori musicali, dalla fusion degli anni ’90 alla musica indiana, dalle ballad malinconiche al rock-jazz più dinamico. Il risultato è un lavoro gioioso, che si colloca perfettamente nella grande tradizione jazz-fusion italiana dagli anni ’80 fino ad oggi. Nato a Torino nel 1966, nel 1982 intraprende l’attività professionale con Giuni Russo, con cui ha suonato nel tour del 1987. Dal 1989 insegna batteria e percussioni presso l’istituto Musicale Città di Rivoli: da anni gestisce il proprio studio Clarity Recording a Torino, dove ha registrato Histoire D’un Enfant.

Un viaggio di un bambino tra note e culture, con lo sguardo curioso e puro nella passione e nell’amore di una vita, quello per la scoperta, la condivisione di idee, la composizione, il concerto. In una parola .. la musica. È il senso profondo di Historie D’un Enfant, il nuovo disco di Andrea Penna che aggiunge al suo noto catalogo post-progressive un lavoro all’insegna della fusion contemporanea.

Il batterista e compositore torinese torna a 4 anni di distanza dal suo debutto solista A New World con un disco maturo, ricco di spunti, inventiva e colori, affrontato da una band dal respiro internazionale, vista la presenza del chitarrista giapponese Masato Inoue e della cantante maliana Mamoù Rasta Fané. Il trio formato da Penna con Massimo Artiglia e Umberto Mari (amici di vecchia data) è alla base dell’album, così come è accaduto in altri lavori in cui i tre hanno condiviso le idee musicali e lo stesso modo di sentire. Stavolta la cerchia si è estesa ad altri, senza i quali il disco non avrebbe visto la luce e non avrebbe avuto questa ricchezza: oltre a Fane e Inoue, troviamo Mario Petracca alla chitarra, Silvia Bonino all’arpa, Antonio Santoro al flauto.