Ivo Mancino (classe ’98 originario di Monte di Procida), Idola Theatri e Lamar fanno incetta di premi, mentre non conquistano nulla Lost Name, Leo Lem e Dettalele, tranne il piacere di essere tre i sei finalisti: questa in sintesi la finale del Firenze Suona Contest 2026 e c’ero anche io nella giuria, sempre presieduta da Ghigo Renzulli, pronto a ripartire in tour con i Litfiba. Perfettamente organizzata dall’omonima associazione i cui pilastri sono Elisa Giobbi e Sauro Chellini: tra il pubblico diversi musicisti che non vedono da anni, come Silvia Vavolo, Silvio Brambilla e Dimitri Niccolai, meglio conosciuto come Tenedle. Tornando al vincitore, diciamo la vittoria a Firenze di Sabato 6 Giugno 2026 ha dimostrato ulteriormente che la sua musica unisce pop d’autore e folk-rock, forgiata dalla pubblicazione dell’album L’allergia alle cose che ho amato e la vittoria a due anni fa al Premio Botteghe d’Autore e la possibilità di aprire i concerti di Ermal Meta e dei Tre Allegri Ragazzi Morti.


Un elogio va fatto anche agli ospiti, inseriti nella scaletta: Giorgia Del Mese ha raccolto forti applausi, i Keruak hanno esaltano le doti vocali di Ginevra Marchesi (anche presentatrice della serata con Rick Hutton) e la coppia Generoso Gino Pierascenzi (dei Gasparazzo) e Francesco Fry Moneti ci hanno donato una esaltazione collettiva del numeroso pubblico, oltre la loro indubbia capacità artistica e potere comunicativo.


La bontà del Firenze Suona Contest lo si intuisce anche dal patrocinio che la Regione Toscana fornisce, con la presenza del nostro governatore Eugenio Giani a premiare direttamente gli artisti più toscani: l’edizione 2026 l’ha visto complimentarsi con i maremmani Lamar, una proposta originale a metà tra Lucio Corsi ed i cittini che rappano il sound moderno, il tutto condito con una pennellata di country. Indubbiamente originali gli Idola Theatri: sostenuta dall’affetto di molti fans, strizzando occhi alla teatralità sociale, ma di cui abbiamo già visto ed apprezzato esempi nel passato più o meno recente. Personalmente il mio voto è conciso con quello della terzina finale e quindi vi posso dire che la vittoria di Ivo Mancino mi rende assai felice ed averlo incontrato a fine serata (parlando Ivan Rufo e del suo festival nella salernitana Albanella) mi ha ulteriormente confermato che ci troviamo di fronte ad una “penna” vivace e matura.


Divertente lo show di Leo Lem, figlio e nipote di quella demenzialità fiorentina anni 80’s che fa all’amore con il rock sanguigno, sui Lost Name posso solo sottolineare che fanno hard rock interessante ma immaturo e quindi la loro giovanissima età non può che essere d’aiuto, mentre mi ha sorpreso che Dettalele non ha raccolto nulla: tra gli esclusi è stata quella che poteva ambire ad un riconoscimento, perché il suo sound ha solo bisogno di un buon produttore per fare il salto di qualità ed ascoltare anche i Dire Straits (come ha confessato sul palco) è un buon antidoto al piattume di certa produzione giovanile imperante! 
Il cantautorato d’autore di Ivo Mancino vince Firenze Suona Contest 2026
Tempo di Lettura: 3 minuti