
“Sanctuaire”, il secondo album di Mathieu Torres, guidato dalle sue composizioni introspettive oltre che dal suono e dal lirismo della sua chitarra che lo accompagna nel disco. Il disco contiene tredici tracce strumentali, fatte alla vecchia maniera, cioè con il suono, molto pulito, della chitarra a tracciarne l’ascolto. Si tratta del seguito diretto di “Desconegut”, il primo album uscito all’inizio di quest’anno. Ogni traccia sembra il reportage di un momento vissuto, dove il lirismo dello strumento a corde funge da testimone oculare. L’organicità del suono è palpabile; non c’è artificio, solo la vibrazione pura che si fa veicolo di un’introspezione profonda. Le tracce si sviluppano come architetture sonore: solide nella loro struttura armonica, ma incredibilmente leggere nella loro esecuzione all’interno di un quadro jazz che si ramifica in altri generi. Ottimo disco.
La tracklist
- La parfum des glycines
- Pyrène
- Impressions (cover)
- Blue monday
- Khionè
- En marche folle
- Le clochard celeste
- Des airs de rèpit
- Rosewood
- Tènèrè
- Xana valse
- Sneakers station
- Hoia Baciu