Lunedì 15 Giugno la presentazione a Firenze al Caffè Letterario Le Murate: sarà un piacere presentarlo a chi curioso ci verrà a trovare (per sentire di questo libro edito dalla storica Arcana) ed a loro racconterò anche del mio Bono Says: Hot Lunch for Gloria e di quando li vidi all’Arcadia Ballroom di Cork il 20 Dicembre 1980 …

Stefano, come e quando nasce l’idea di scrivere U2 40 Hearts, 40 Moments? Nasce dal mio amore profondo per gli U2 e dal desiderio di raccontare la band attraverso chi la ascolta da una vita. L’incontro con Bono a Vico Equense, nel Giugno dello scorso anno, mi ha dato la spinta finale. Non volevo scrivere il solito libro sugli U2, ma un racconto umano, dal basso, fatto di storie, emozioni e vita vera.

Ti aspettavi questo tipo di affetto da parte dei fan e così tante storie? Sinceramente no. In circa cinque mesi ho raccolto quasi 100 testimonianze da tutto il mondo, dall’Irlanda al Giappone, dal Brasile al Venezuela. Ogni storia mi ha confermato che la musica degli U2 non si limita a farsi ascoltare: entra dentro, accompagna, lascia un segno.

Stefano Belfiore da bambino cosa ascoltava? Oltre agli U2, quali sono gli altri artisti della musica che ora ti affascinano? Da bambino ascoltavo la musica che girava in casa, soprattutto grazie a mio fratello più grande, e poi tanta radio e rock. Gli U2 mi hanno aperto la strada verso molti artisti iconici. Amo chi unisce scrittura, visione e intensità: David Bowie, Lou Reed, Patti Smith, Pearl Jam, Joy Division, The Cure, B.B. King, Glen Hansard .. solo per citarne alcuni.

Negli incontri che stai facendo per presentare il tuo libro, che tipo di presenze hai? Solo fan? Solo curiosi? Ci sono tanti fan degli U2, naturalmente, ma anche curiosi, lettori e persone attratte dal lato umano del progetto. È la cosa più bella: il libro parte dagli U2, ma parla a chiunque abbia affidato un pezzo della propria vita a una canzone.
Ti offro una navicella spazio/tempo: in quale periodo vai e per incontrare chi? Andrei nella Dublino dove tutto ebbe inizio per incontrare quei quattro ragazzi prima che diventassero leggenda. Poi farei tappa agli Hansa Studios di Berlino durante Achtung Baby, dove gli U2 si sono reinventati. Infine il Red Rocks del 5 Giugno 1983: atmosfera surreale, una bandiera bianca e l’inizio del mito.
Le testimonianze dei fans degli U2 in un libro: intervista all’autore Stefano Belfiore
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