Disponibile come digipack 3 ante con booklet da 80 pagine, aspetto chic di un bel lavoro e che dimostra che sia l’artista, sia la casa discografica valdarnese (diretta da Aldo Coppola Neri) credono nell’intero progetto: anche se costa di più che un normale cd, uscire in un modo così, è la prova provata dell’investimento che entrambi hanno fatto! Atto coraggioso in questo momento in cui la musica in Italia va meglio, ma ancora non si svegliano tutte le componenti e quindi ci sono pochi veri talent scout, pochissimi produttori puri ed ancora di meno abbiamo case discografiche che affrontano un rischio imprenditoriale! Detto che Diario di padre concorre per le Targhe Tenco 2026 (nella categoria “miglior album”), devo innanzi tutto fare i complimenti per la scrittura delle varie canzoni, fotografie degli ultimi anni 10 anni del cantautore … una vita che non è di un supereroe della Marvel, ma di un semplice ascensorista della provincia reggiana .. Ma a noi piacciono queste personalità affabili, così ben descritte in brani a tratti divertenti come Ragazzo scaduto e la conclusiva Il nostro universo. Ma cosa è capitato a Fabio Gualerzi nel convincerlo (costringerlo?) ad impegnarsi in un progetto artistico di questa fattura? Nulla di così trascendentale, tranne capire che gli anni passano veloci e dal ruolo di figlio, ti trovi improvvisamente in quello di padre: allo stesso specchio del bagno che usavi per controllarti la chioma fluente, ora osservi se c’è qualche altra ruga e dove sono finiti i capelli. Parodiando il suo brano forse più riuscito del disco, stai cercando una risposta: lo fai con il vigore intellettivo di una volta, ma quello che comincia a scarseggiare è quello fisico. Se poi ti capitano epidemie universali come quella di un lustro fa, allora ti crollano anche le speranze, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni e del mondo che gli lasciamo: Covid 19 è una canzone che ci aspettavamo dalla penna di Fabio Gualerzi e che ci riporta al suo originale modo di comporre e che ricorda il precedente album omonimo, dove Chi mi conosce dentro è un pamphlet di tutta la sua esistenza di cantautore. In conclusione ribadisco che Diario di padre è un progetto interamente acustico e senza batteria, arrangiato prevalentemente con sonorità folk e bluegrass: a dare una mano abbiamo avuto Ivano Malavasi banjo e dobro, Andrea “Kratos” Casoni mandolino e cori, Riccardo Sgavetti contrabbasso, Leonardo Sgavetti fisarmonica, Mattia De Medici violino, Francesca Ferrari voce, Amelia ed Eletta Gualerzi voci, Stefano Arduini chitarra elettrica. 
Tracklist di questo disco: 19 Febbraio ’53 3:43, Gitano 3:23, Nata In Casa 3:52, Ragazzo Scaduto 3:56, Leint in Tôt 3:05, Storia del Sassolino 4:19, Luce nella Brezza 3:19, Lucky 4:06, Covid 19 2:58, Poi ci Siamo Noi 2:53, Cercando una Risposta (Proposta) 3:49, Il Nostro Universo 4:26.
Fabio Gualerzi – Diario di padre (Radici Music Records RMR-375)
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